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2009

lekker ding

Il mio stato di moglie soddisfatta e madre felice unito alla mia sempre più veneranda età mi ha donato finalmente la pace dei sensi, per cui difficilmente mi scompongo di fronte alle bellezze della natura, di cui peraltro l’Olanda non difetta. Ma quando queste ti vengono spiaccicate sul naso, per usare un’espressione locale, è un po’ difficile affettare indifferenza e aplomb. Ne approfitto perciò per farvi conoscere Arie Boomsma: un gran ben di dio, è il caso di dire, visto che il tale è figlio di un pastore protestante, supporta apertamente la DC locale e lavora per l’emittente evangelica della TV di stato dove conduce programmi educativi tra i quali il più recente è “40 giorni senza sesso”, ovvero la versione religiosa di Temptation Island, quindi infarcito di lezioncine morali sui vantaggi della castità (come se esistessero - ndr) e sul sesso consapevole (come se noialtri si fosse sempre strinati quando si scopa - ndr).
Forse sarà una mia impressione, ma nessuno se lo filava più di tanto fino a che ha scatenato un putiferio apocalittico con la sua decisione di posare seminudo per una rivista di moda femminile lo scorso febbraio. Per aggiungere al bianco lo splendore, le foto sono uscite su uno special dedicato all’omosessualità con il titolo ‘e Dio creò Arie’, in cui il soggetto in questione rilascia dichiarazioni al limite della blasfemia sulla necessità di abbracciare l’omosessualità – non letteralmente ma nel contesto della fratellanza universale.
Non essendo cattolico non è stato possibile scomunicarlo, ma il suo datore di lavoro lo ha sospeso per tre mesi. Non vi dico la valanga di reazioni, articoli, blogs, foto e isterismi generali che sono seguiti alla decisione, tanto che Arie è attualmente il sex symbol più hot di Brad Pitt e compagnia cantante. Guarda caso la sospensione è stata revocata settimana scorsa e dal 12 maggio è di nuovo possibile contemplare Arie, vestitissimo e in tutta la sua bigotteria, nella nuova edizione di “40 giorni senza sesso”.
Chiamatemi dietrologa ma ho pochi dubbi che l’intera operazione sia stata scientemente studiata a tavolino da un’agenzia di PR con le palle, altro che peccato veniale, come sostiene il nostro Arie in una delle tante interviste di questi giorni. Ma svista o volontà poco importa, giacchè ci ha dato l’opportunità di rimirare un gran figo (lekker ding) in tutta la sua gloria. Alleluja!
 
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