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2009

multitasking

Tranquille, non voglio menarvela sulle conseguenze sociali dell'avanzata di internet. Sto scrivendo durante le pause pubblicitarie del film che stanno trasmettendo in TV mentre controllo le mail di lavoro e chatto con la Diana su FB, come sicuramente starete facendo tutte voi, quindi non c'è altro da aggiungere.
Quel che invece voglio condividere è la mia irritazione per l'estrema prosopopea maschile che si è recentemente esternata nell'articolo di un emerito esperto nonchè mio collega sull'illustrissimo e serissimo organo delle ricerche sociali di qui (SWOCC). In questo articolo si confuta la possibilità e di conseguenza l'esistenza del fenomeno definito multitasking. Argomentazione: i processi neurali che guidano le nostre azioni fisiche sono sequenziali e quindi è impossibile eseguire due operazioni distinte contemporaneamente. Non si può quindi assolutamente affermare che un individuo guarda la TV e allo stesso tempo chatta su internet. Se lo fa i processi entrano in conflitto e quindi nessuno dei due viene portato a termine in maniera ottimale.
Io non sono un neurologo e quindi non mi metto a disquisire se - magari a livello subatomico - le nostre cellule cerebrali siano esclusivamente capaci di processi sequenziali ma constato che una simile, ridicola tesi poteva essere formulata solo da un uomo (nel senso di maschio della specie) e aggiungo che la stessa tesi è confutata non solo da una serie di studi neurologici - ben più fondati - sulla salienza, ma soprattutto dalla realtà dei fatti per la quale se il multitasking non fosse possibile non esisterebbero musicisti (in particolare batteristi) e ballerini, nessuno stirerebbe nemmeno un fazzoletto, nessuno ascolterebbe musica o trasmissioni radiofoniche e potrei continuare nell’elenco ma mi limito a constatare che mentre nessuna donna pare avere problemi con il concetto, la negazione dello stesso da parte di un maschio assomiglia sospettosamente ad una patetica scusa per risparmiarsi un sacco di lavoro che invece ci smazziamo noi. Infatti, il lavoro del mio collega viene smazzato da ben tre assistenti - ovviamente donne - senza le quali il suddetto sarebbe stato già meritatamente licenziato.
 
E insomma, mi sono rotta i coglioni virtuali che nessuno si sogna di confutarmi. Non immaginate che enorme frustrazione sia dover constatare che nessun maschio riconosce e mostra alcun rispetto per la capacità squisitamente femminile di giostrarsi lavoro, casa e famiglia all’indietro e sui tacchi a spillo nemmeno nei paesi anglosassoni.
 
Se il maschio medio anglosassone mostra più rispetto per le donne del suo corrispettivo mediterraneo, questo è dovuto unicamente al fatto che il maschio anglosassone non sente il bisogno di provare continuamente la sua virilità. Di conseguenza non si tocca continuamente le palle per controllare che siano ancora al loro posto, non fischia dietro alle ragazze e non molla loro pizzicotti sul culo per esprimere il suo apprezzamento. In azienda non esiste l’intimidazione sessuale e se mai qualcuno si azzardasse (prendano nota i maschi italiani in trasferta) verrebbe immediatamente deferito all'ufficio personale e si troverebbe in guai giuridico-legali prima di poter dire 'figa'.  Qui finisce il rispetto.
 
E’ noto che – nella mia professione – le donne sono enormemente più efficienti dei maschi, eppure vengono tutt’ora pagate mediamente 30% in meno dei colleghi a parità di livello e la loro condizione di moglie, madre e manager viene puntualmente negata. Al punto che, non più tardi di sei mesi fa, ho dovuto consigliare alla mia capa di dotare le nostre high potential managers di cellulare e laptop con VPN per consentire loro di lavorare anche mentre costrette a casa dalle malattie infantili della prole recentemente acquisita. Cosa che facevano comunque già anche senza cellulare e VPN della ditta, ma non vi dico quanto si è alzata produttività e client satisfaction da quando la mia proposta è stata attuata. Ancora più gratificante per me l’occhiata di orrore della capa quando ho proposto in alternativa di rimpiazzare le suddette managers con altrettanti uomini: il solo pensiero delle conseguenze ha fatto firmare alla CEO l’ordine di acquisto di 5 smartphones. Ma vi pare possibile che il top management non conosca le nostre esigenze? Esigenze che peraltro i colleghi maschi di altri reparti hanno soddisfatte fin dalla fondazione dell’azienda. Ma si sa: le donne non sanno usare la tecnologia e il multitasking non esiste. Poi ditemi se non mi devono girare i coglioni.
 
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