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2005

17 07 2005 extrema outdoor

Il fancazzismo imperversa, il caldo pure. Così vi racconto del mio sabato al festival techno-house Extrema Outdoor di cui potete vedere highlights & foto qui (e pagine seguenti)
Allora, siccome non sono solo la mamma di Matteo ma anche la concubina del vikingo, quando questi un paio di mesi fa mi ha proposto di passare lo scorso sabato a Eindhoven a ballare fino a notte inoltrata, scaricando il pargolo en route a Deurne, con un bel sorrisone ho detto 'ma certo, perchè no?'
Inutile dire che al momento di impacchettare il tutto sabato mattina mi è venuto il magone e arrivati a Deurne avrei voluto contro-proporre al vikingo di restare tutti quanti per l'immancabile bbq (appena ci sono 20º qui si accendono i grill e si spengono solo con le piogge autunnali).
Ovviamente me ne sono stata bella zitta e ho mollato il pargolo alle sue numerose attività - manco s'è accorto che ce ne siamo andati - e ho bravamente seguito il vikingo sul campo di battaglia.
E pace che abbiamo dovuto parcheggiare a 2 km dalla location, pace che ci hanno perquisito perfino analmente per accertarsi che non nascondessimo armi (sacchi da kg di XTC passavano come caramelle), pace che il rumore alle 4 del pomeriggio era già assordante, pace anche che il set-up era da discoteca afterhours e sotto il sole accecante ci voleva una bella immaginazione per entrare nello spirito (o - effettivamente - una pasticca), ma quello che mi ha fatto arricciare le punte dei piedi su se stesse è stato il tappeto scricchiolante di bottiglie, bicchieri e altri rifiuti in pura plastica che tappezzava l'intero manto erboso del complesso. Ora dico, organizzi un festival con 7 podii, vendi 10.000 biglietti, fai arrivare TIR di bevande miste, pizze, patatine e hamburger e poi non metti un container per l'immondizia ogni 10 metri? Ridicolo! Ho contato personalmente in tutto il territorio 5 piccoli bidoni per la raccolta differenziata, di quelli che si trovano per dire anche nei cortili milanesi, e BASTA!!!
Perfino il vikingo ha dovuto ammettere che l'organizzazione era alquanto carente (!!!) sul punto in questione. Oltretutto, lui che era un habituè dell'evento prima di diventare padre, mi ha confermato che ai tempi l'intera faccenda contava max 3-4000 partecipanti: ben altre condizioni insomma, ben altre esigenze, consumi e spazio vitale.
Alle 8 di sera l'intero parco e spiaggia annessa era un brulichio di corpi che nemmeno i formicai. Sedersi: una chimera, stare in piedi senza camminare o ballare: impossibile. Al pum-tum-tum assordante dei 7 podii si univa l'incessante scricchiolio di sottofondo dei rifiuti pestati dalla fiumana umana e il livello di XTC nel sangue era alle stelle. Sono stata toccata da non so più quante mani (sembra faccia parte dell'esperienza) tanto da farmi rimpiangere gli autobus affollati milanesi - almeno lì ti toccavano solo il culo - e alle 21.45 ho dichiarato forfait perchè c'è un limite ai decibel, alla promiscuità indesiderata e alla puzza di birra vomitata.
Ovviamente, a parte qualche relitto decadente, l'età media era 22 anni, per cui mi sono pure trovata a pensare con frequenza allarmante quanti di questi avrebbero potuto tecnicamente essere figli miei. Le ragazze under 18 tutte col loro bravo piercing ombelicale e tatuaggio sull'osso sacro (che il mio sembrava un neo al confronto), i ragazzi tutti con tatuaggi-tappezzeria (cioè comprati al metro quadro) e non vi dico quanti piercing nei capezzoli maschili ho visto: statisticamente se il trend continua Matteo a 18 anni avrà almeno un metro quadro di tattoo e 4 piercing visibili.
Unica consolazione è che - come di consueto in Olanda - non erano solo le adolescenti aspiranti top model a presentarsi colle mini-domopak di 10 cm strizzati intorno al culo e/o il pantalone a vita così bassa che si potrebbe tranquillamente chiamare a pube a vista, ma tutte le grassone e le valkirie di qualunque età, cosicchè l'effetto globale era piuttosto in favore della sottoscritta, i cui rotoli di cellulite - come i tatuaggi - passavano totalmente inosservati. A questo proposito le foto sul sito non sono assolutamente rappresentative: vi assicuro che se l'età media era 22 anni il peso medio era ben oltre i 70 kg.
È sorprendente come questo popolo se ne freghi dell'esteriorità, voglio dire, io non oso più mettermi il 70% del mio guardaroba perchè a mio insindacabile giudizio non mi cade più addosso come quando giocavo a fare l'anoressica e queste bambolone nordiche si strizzano in gonnellini di 3 taglie inferiori alla loro e tranquillamente sfoggiano l'Anastasia-look su una base di tette e pancia cascanti e fianchi debordanti dal pantalone.
Gran popolo, non c'è che dire.
Alla fine della serata avevo mal di schiena, mal di testa, acidità di stomaco (vi risparmio che cosa ho mangiato ...) e le scarpe ricoperte da 2 cm di schifezze miste (sono tutt'ora a mollo nel Lysoform). Dopo una lunga doccia con scrub, alle 00.12 mi sono abbattuta sul letto sospirando. Alle 02.32 Matteo si è svegliato e mi ha tenuto occupata ad intervalli di 2 ore con le richieste più svariate. E questo mi ha ricordato qual'è il vero motivo per cui avevo giurato a me stessa di non andare mai più a ballare fino alle ore piccole.
Il fatto che sia ancora viva e sveglia a raccontarvelo dimostra che alla fine il fisico tiene ancora. Con mia somma sorpresa.
 
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