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2005

29 06 2005 maledetta mutua!

Fino a pochi mesi fa credevo che il servizio sanitario olandese fosse il massimo della vita. Perchè ancora non mi era successo niente di grave. O perchè ancora non avevano tagliato i fondi. O perchè avevo un dottore diverso. Non lo so. Fatto sta che gli episodi dei mesi scorsi mi hanno fatto completamente perdere la fiducia nel servizio sanitario olandese. Ho perfino scritto una lettera al giornale, lettera prontamente rispedita al mittente, il che mi suggerisce che qui sono tutti collusi.
Procedo con ordine, mettetevi comode.
A novembre dello scorso anno, di colpo Matteo si mette a tossire. Tossetta secca, soprattutto di notte. Non è raffreddato, peraltro mangia e dorme che è una bellezza e cresce normalmente. Tutto OK dunque se non fosse per quella tossetta che non vuole andare via. Prima telefonata al medico della mutua, che mi dice di stare tranquilla, aspettare due settimane e se poi la tosse non è passata richiamare. Passate le due settimane, richiamo e mi viene subito dato appuntamento. Racconto i sintomi, la dottoressa visita Matteo e conclude che non c'è niente ne' ai polmoni ne' ai bronchi e di stare tranquilla che i bambini sono spesso soggetti a queste tossi frequenti. Esclude che sia pertosse. Io torno a casa tranquilla ma la tosse non passa e per farvela molto ma molto breve arriviamo, tra regolari visite al dottore della mutua dove mi viene continuamente ripetuto che non è niente di grave e di stare tranquilla, ai primi di giugno: non solo la tosse non è passata ma è peggiorata al punto che il bimbo ha dei veri attacchi, violentissimi, con vomito. Quando Matteo comincia a non dormire per via degli attacchi e gli viene la febbre, perfino la babysitter si spaventa e riportiamo Matteo dal medico. La quale commenta serafica che siccome bronchi e polmoni sono a posto lei non ci può fare niente e che cazzo voglio adesso da lei? Io sono in lacrime ma ho il piacere di vedere che la babysitter è rimasta a bocca aperta ed è sotto shock per la maleducazione del medico. Questo mi infonde coraggio e urlo - onestamente, a questo punto sono isterica - che adesso voglio che lei o mi faccia subito l'impegnativa per un pediatra o mi dia immediatamente qualche medicina che faccia smettere Matteo di tossire, così che almeno smetta di piangere e vomitare e torni a dormire, così speriamo che gli passi anche la febbre. La dottoressa, visibilmente impressionata dal mio comportamento, rifiuta la richiesta di un impegnativa (testuali parole: 'che cosa può dirle un pediatra che io non le ho già detto?') ma mi fa la ricetta per un farmaco dal nome impronunciabile. Io corro in farmacia, acquisto il farmaco e somministro la prima dose. Matteo continua a tossire, ma almeno non vomita più e dorme.
Fortunatamente siamo alla vigilia della nostra partenza per l'Italia e mi viene un colpo di genio: telefono a mia madre e le ingiungo di trovare il miglior pediatra di BG, costi quel che costi, e di farmi avere un appuntamento per il giorno dopo, a qualunque ora, a costo di andarci direttamente dall'aeroporto.
Dopo una notte di sonno la febbre è passata e Matteo tossisce relativamente meno violentemente, ma intanto ho letto le istruzioni del farmaco che gli stiamo somministrando e sono molto perplessa. Il farmaco viene dato a bimbi asmatici (e Matteo non lo è) o per gravi allergie (che Matteo non ha) e ha una lista enorme di controindicazioni. Per fortuna l'aereo per l'Italia è in orario e già nel pomeriggio siamo a Orio, dove mio padre ci attende col motore rombante e ci porta immediatamente dal pediatra italiano che, a differenza del medico della mutua olandese, mi lascia parlare molto a lungo, facendomi domande molto puntuali alle quali rispondo con vero sollievo perchè capisco che finalmente qualcuno mi crede quando dico che questa tosse non è normale e nemmeno roba da poco. Il pediatra si mostra stupito nel sapere che Matteo non è mai stato visitato da un pediatra in Olanda, ma non fa altri commenti. Arrivati al punto in cui gli dico quale medicina il medico olandese mi ha prescritto, sbotta 'Ma è un rimedio da cavalli! Vecchio come il cucco e anche pericoloso! Ma possibile che non le abbiano prescritto [e qui parte con una sfilza di nomi che manco sto a ripetervi]? Ma è inaudito! Questo è solo un palliativo, signora. Ma non le hanno detto che un cucchiaino di miele ha lo stesso effetto inibitore sui centri della tosse senza effetti collaterali?' Evidentemente no e se ne rende conto anche lui, quindi si calma e procede a visitare Matteo.
Qui ho la seconda epifania, perchè capisco che il medico della mutua olandese non ha fatto nemmeno la metà dei controlli che questo sta facendo e quindi col cavolo che ha avuto elementi sufficienti per formulare una diagnosi corretta. Questo pediatra ispeziona ogni centimetro quadro di Matteo e vedo che soffre perchè non può fargli un'endoscopia ma si deve accontentare di guardargli in tutti gli orifizi con la piletta. Alla fine mi guarda, sorride rassicurante e mi dice: 'Purtroppo non posso fargli gli esami allergologici che vorrei perchè quella maledetta medicina mi sballa i valori, ma ascolti qui. Il bambino non ha niente ai polmoni, ai bronchi, al naso, alle orecchie e alla gola: tutto pulito. Questa è una bella notizia, perchè ci lascia due possibilità. O il bambino è allergico a qualcosa - e questo lo sapremo settimana prossima - oppure si tratta di clamidia.'
A questo punto sia mia madre che io stramazziamo al suolo. Come clamidia? Il pediatra ci rassicura: succede (e non stiamo nemmeno a chiedergli come) che talvolta i bambini possano essere infettati da un virus della stessa famiglia di quello che causa la meglio nota malattia venerea. Nei bambini il virus attacca le vie respiratorie e i sintomi che ho descritto corrispondono ad un caso da manuale. Ci sono solo due cose da fare: la prima, sospendere immediatamente il farmaco olandese, la seconda, antibiotico specifico per 8 giorni. Il pediatra mi offre tre confezioni omaggio, scusandosi di non averne di più, mi fa la ricetta per quello che manca e mi ridà appuntamento fra esattamente 7 giorni per i test allergologici. 'Così ci tranquillizziamo che non c'è altro. Però mi creda, questa è al 99,9% clamidia. Mi chiami in qualunque momento per qualunque cosa succeda.' e mi lascia il cellulare!
Ve la rifaccio molto breve. Matteo prende la prima dose dell'antibiotico, ha un ultimo attacco di tosse notturna che terrorizza tutta la mia famiglia italiana (noi ormai ci abbiamo fatto l'abitudine) e dalla mattina del 19 giugno non ha più dato un colpo di tosse: sta benissimo, mangia e beve come prima e finalmente le notti di tutti sono tranquille. Gli esami allergologici, debitamente fatti, risultano tutti negativi e un esultante pediatra mi comunica che si trattava proprio di clamidia e adesso posso stare davvero tranquilla perchè è rarissimo che ci siano ricadute di una tale malattia (e comunque, aggiungo io, nel caso sappiamo che cosa si deve fare).
E il bello è che, tornata in Olanda, invio le fatture del pediatra e del farmacista alla mia assicurazione con letterina integrativa dove racconto la bella balla che Matteo è stato male in vacanza e questi mi rimborsano al 100% le spese senza battere ciglio! Se il dottore della mutua olandese mi avesse mandato subito da un pediatra senza fare tante storie, l'assicurazione si sarebbe pure risparmiata un sacco di soldi! Il che è quello che ho scritto al giornale, allegando tutte le fatture del medico della mutua (che qui si paga la bellezza di 25 euro a visita di 10 minuti!) e della farmacia olandese. E' per questo che dico che qui sono tutti collusi. Solo che non ho ancora capito perchè e a favore di chi.
 
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