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2002

23 01 2002 predictor

Stamattina alla stazione di Utrecht ho comprato il Predictor. Perchè non so esattamente se le mie ultime mestruazioni sono state il 18 o il 25 dicembre ma in qualunque caso oggi siamo ben oltre il termine e qui non si vede ancora niente, mentre tette e pancia sono tese e doloranti come se. OK, ho comprato il mio bel Predictor, due che non si sa mai, costa una cifra, vado in ufficio con calma, vado in bagno con calma, leggo bene tutte le istruzioni, faccio attenzione che la pipì cada esattamente sul tamponcino, 5 secondi per essere sicura, chiudo con attenzione il coperchietto, click, è scattato, appoggio il predictor sul pavimento con la finestrella in alto e cerco di distrarmi, tanto devono passare 4 minuti prima che il test sia pronto, quindi con calma mi riassetto, getto l’occhio nella finestrella e vedo due cerchi rosa grandi come uova. Minchia. Non sono passati neanche 30 secondi. Occazzo. Metto il Predictor in tasca, torno alla scrivania, lo appoggio nel cassetto, chiudo tutto e per 4 minuti guardo come una scema l’orologio del computer. Riapro il cassetto: due cerchi rosa enormi. Occazzo. Che cosa si prova? Anestesia totale, i circuiti emotivi si staccano dai circuiti razionali: vedo, capisco, non sento niente. Telefono al vikingo. Entra immediatamente anche lui nell’atarassia. Una giornata intera da passare e dentro il disco gira sui due cerchi rosa del Predictor. Tutti intorno a me fanno le solite cose e dentro di me altro che 11 settembre, mi sta crollando tutto il mio mondo, no, non esattamente, mi stanno cambiando tutti i circuiti, tutti i puntatori, il mio corpo si sta resettando automaticamente su nuovi parametri di gestione eppure mica due cerchi rosa possono essere la causa di questo movimento, no, ma sono stati i catalizzatori della mia coscienza. Adesso mi accorgo di tutti i movimenti interni del mio corpo, ne ho una coscienza vividissima come quando ti insegnano a respirare nelle lezioni yoga. Occazzo, sono incinta.
 
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