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2002

28 11 2002 anticoncezionali

Uno dice, figo vivere in Olanda dove la prostituzione è tassata, sono permessi i matrimoni gay e non c’è il fottuto vaticano con le sue fobie anticoncezionali. Right?
Wrong!
L’Olanda sarà anche liberale e protestante ma è soprattutto puritana e quindi, incredibile ma vero, comperare una scatola di preservativi è molto ma molto più complesso che in Italia! Finora il problema non mi si era mai posto: ho usato la pillola finchè non abbiamo deciso di fare Matteo e sono stata monogama come santa maria goretti, devo aver giusto buttato via l’ultimo Durex archeologico nell’ultimo trasloco. Ma la perversità degli eventi mi ha costretto a prendere atto del vergognoso stato delle cose. Siccome adesso allatto la pillola non la posso piú prendere, siccome di farmi mettere la spirale non ne voglio sentire nemmeno parlare, siccome farsi prescrivere un diaframma è più difficile che comperare eroina non tagliata, l’unica alternativa che mi resta se voglio ricominciare ad usare il mio apparato genitale a scopo puramente ricreativo è l’orrido goldone. Vabbè, sacrifichiamoci e andiamo in farmacia. Dove non c’è un display Durex sul banco in bella mostra ma devi CHIEDERE AL FARMACISTA!!! E il farmacista o ci è o ci fa ma riesce ad intavolare una discussione di 5 minuti sui modelli Durex in vendita! Io di faccia tosta credo di averne sviluppata negli anni, ma giuro che dover disquisire di misure e spessori con un perfetto sconosciuto in presenza di una decina di altri sconosciuti in fila dietro di me mi ha duramente provato. E alla fine sono uscita con un fottutissimo modello-base che si è rotto al primo tentativo (sì, sì, ridacchiate pure, ma cominciate anche a chiedervi per quale ragione ho mollato tutto e mi sono trasferita fin quassù). E quando ho espresso tutta la mia frustrazione e il mio imbarazzo al vikingo il disgraziato mi ha confidato che PER QUESTO ha mandato me in farmacia invece di andarci lui.
Insomma.
Sono dovuta tornare alla carica dal dottore della mutua per implorarlo di farmi avere la ricetta per il diaframma. Ho dovuto giurare che lo avrei usato solo come back up della ‘minipillola’ a basso dosaggio ormonale (e quindi con il 5% di rischio) che è l’unica consentita a chi allatta e ho dovuto dimostrare che ero perfettamente padrona delle tecniche di inserimento e disinserimento, dopodichè mi sono potuta ripresentare al farmacista con la tanto sudata ricetta. Il quale farmacista ha fatto una faccia a metà tra lo stupito e il sadico e mi ha informato che non sapeva assolutamente a chi rivolgersi per ordinare una roba del genere e mi ha detto di ritelefonare entro una settimana per ulteriori notizie.
Secondo tentativo col Durex, dopo 10 secondi siamo andati a farci un the coi biscotti.
Dopo una settimana il diaframma era regolarmente arrivato (tanta scena per niente) e a questo punto eravamo talmente arrapati che a momenti non riuscivo neanche ad aprire la scatola.
Dopo 10 secondi ho pregato il vikingo di desistere. Il diaframma andava benissimo, in compenso tutto il mio apparato genitale ha cominciato a urlare dal male e io – sempre solidale – con lui.
Allucinante, non ti dicono mica che dopo il parto la passera si rifiuta di cooperare. E che ha bisogno di moltissime coccole e massaggini e ginnastica prima di accettare l’idea di ricevere corpi estranei. Quasi in lacrime ho telefonato ad una mia amica bimadre la quale mi ha consolato e mi ha confermato che ci vuole tempo e pazienza ed è un po’ come ritornare vergini, ma un po’ tanto peggio.
Ho messo su l’omonimo CD di Madonna e ho cominciato a fare ginnastica. Passerà anche questa.
 
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