paola cassone
romanzi
racconti
collezioni di racconti
collezioni di racconti
diario  
comprami  
scrivimi  
2002

30 10 2002 il lato oscuro

Inizio col dire che Matteo è tornato sopra la soglia di sopravvivenza e anzi sta ingrassando come un pollo, per cui ADESSO riesco anche a vedere il lato bello della cosa. Ma mi viene ancora difficile raccontare le solite sdolcinature materne, tipo che i primi giorni me lo gurdavo per ore e mi svegliavo solo per guardarlo e annusarlo, aveva un odore fantastico, era la mia droga. Tipo che quando si attacca al seno pur nel dolore lancinante lo guardo e sorrido e penso ma quanto è bello ma quanto è buono ma quanto lo amo io questo cosino, tipo che anche alle 4 di notte quando cambio un pannolino pieno di cacca e lui urla e scalcia e non si fa mettere quello pulito gli sorrido e lo tranquillizzo e non mi incazzo e non ho sonno (ho sonno sì ma non lo sento), che ne è valsa la pena, che lo rifarei (per lui, non di nuovo!), che spero solo che sia felice e sano e che ho tutto l'istinto materno a posto with a vengeance. No, non ci riesco, non è nel mio stile. Continuerò invece a raccontarvi le cose che nessuno vi dice, i lati oscuri, così se vi capiterà di percorrere questa avventura sarete armati. Tanto per dire, una delle peggiori lezioni del corso pre-parto è stata quella sulle complicazioni, ovvero tutto quello che può andare storto e che cosa succede in quei casi. Un compendio di orrori, un'atrocity exibition, siamo usciti sconvolti e abbiamo anche detto alla docente che ci sembrava un po' troppo sottoporci a quel campionario di sfighe. Beh, nelle ultime ore del mio travaglio, quando ormai pensavo che uno dei due ci avrebbe lasciato le penne e tutto ma dico tutto quello che poteva andare storto è andato storto io ero serena e tranquilla, sapevo già che cosa mi stava per succedere ed accoglievo ogni atrocità con un cenno del capo e la speranza in un futuro migliore. Vi voglio preparate, vi voglio coscienti! Alla nostra età non dovremmo aver bisogno di sentirci raccontare la favola della bella addormentata, abbiamo bisogno di sentirci dire quanto può essere orribile e comunque farlo lo stesso.
Il lato oscuro dunque. Quello che ti aspetta DOPO il parto.
A cominciare da tutta la trafila di dolori vari a partire dalle contrazioni per restringere l'utero che ti si manifestano alla prima poppata cioè dopo 3 ore dall'ultima contrazione vera quando ancora ti stai complimentando con te stessa per essere sopravvissuta. Non so come reagiscono le altre ma io ho cacciato un guaito miserevole e con occhio terrorizzato (tipo sequenza autoregistrata in Blair Witch Project) ho chiesto all'infermiera che cosa mi stava succedendo, al che lei comprensiva mi ha allungato 2 tachipirine che ho ingollato neanche fossero morfina. Cioè L'ULTIMA cosa che vuoi sentire dopo 36 ore di doglie è il dolore delle contrazioni! Piuttosto una martellata sugli alluci! Un dolore qualsiasi ma diverso da quello, porcodd.... (si diventa veramente blasfemi se non si è già dato libero sfogo durante il travaglio). Il desiderio viene testè accontentato dall'altissimo chiamato in questione: le contrazioni post-parto scemano quasi subito e dopo un paio di giorni passano del tutto, giusto in tempo perchè ti vengano le prime ragadi cosicchè ogni poppata è un rantolo di dolore, questa volta dal seno. Ti chiedi se il pargolo abbia per caso già messo i denti o se te l'hanno cambiato nella culla con il figlio di Dracula, invece no, è il tuo tesorino di 50 cm e 3 kg che succhia come un ossesso e ti mangia via tutte le sporgenze del capezzolo cosicchè dopo ogni poppata svieni alla vista gore del tuo capezzolo sanguinante che sembra stato ridisegnato da Freddie Kruger. Ti dicono che i capezzoli si devono abituare, cioè indurire, e che al massimo tra una settimana è tutto finito. Beh, Matteo ha compiuto oggi 1 mese e a me le ragadi stanno cominciando a passare adesso, i capezzoli solo a sfiorarli mi fanno cacciare urla da stadio, sono tutti rossi, spellati e ipersesibili. Ma almeno non sanguinano più e le ragadi si sono ridotte a due piccole croste che rispetto al film dell'orrore di due settimane fa sono robetta da niente ... il vikingo sviene ancora solo a guardarle e mi chiede in continuazione se è normale che le mie tette siano conciate così.
 
torna su
« precedente     successivo »  
 
| design&development: Artdisk