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2002

30 07 2002 onder hollanders

L’anno scorso vi avevo consigliato caldamente la lettura di ‘The Undutchables’. Quest’anno non mi sento di consigliarvi “Onder Hollanders”, in primis perchè dubito sia stato tradotto in qualche lingua straniera e in secundis perchè per degustarne appieno la dolorosa ironia bisogna aver vissuto almeno un anno tra i locali. Ma Undutchables sta a OH come l’asilo nido sta al liceo classico. Mi sento sempre più miracolata perchè il vikingo appartiene a quella porzione d’Olanda terrona (onder de rivieren = sotto i fiumi) che pochissimo ha a che spartire con l’Olanda dura e pura (over de rivieren) di cui il libro parla. Purtroppo però tutti i servizi pubblici e commerciali ci toccano in qualunque parte d’Olanda si viva e da qualunque parte si venga. Da qui la mia leggera (nuova) paranoia.
Ma con ordine. Undutchables osservava e riportava una serie di episodi folkloristici senza peraltro offrire un commento critico se non il solito ‘siccome in Olanda lo spazio scarseggia ecco che tutto è ottimizzato’. Commento superficiale perchè l’Olanda è al 120% piatta e abitabile (non dimentichiamo i polder) mentre per esempio l’Italia è composta al 60% da montagne pressochè inabitabili e quindi è ovvio che l’Olanda abbia la densità abitativa più alta d’Europa. Nessuna statistica dice quanta densità abitativa per terreno agibile c’è in Europa, se ci fosse sono sicura che l’Olanda starebbe in coda con la Svezia e la Norvegia.
La chiave di lettura del comportamento olandese sta in ben più profonde e culturali radici, riassunte nella parola CALVINISMO. Ora io purtroppo ho un buco culturale che va dalla scoperta dell’america alla rivoluzione francese a causa di uno sfigatissimo 4º anno al liceo pieno di manifestazioni e scioperi e coincidentalmente scevro di professori capaci, ma spero che voi siate stati più fortunati e vi ricordiate ancora chi era Calvino e che cosa ha combinato in Europa. In Olanda ha messo radici talmente possenti che perfino dopo quasi 5 secoli sono durissime da scalzare. Calvino spiega come mai in Olanda possano convivere legalmente prostituzione, gioco d’azzardo, eutanasia, matrimoni gay e droga leggera per tutti e una regione come il Veluwe da dove sono venuti gli Amish e dove ancora oggi si pratica il cristianesimo evangelico (radicale, duro e puro che gli ayatollah ci fanno una sega): sul cofano delle auto troneggia il pesce-simbolo del cristianesimo della prima ora, le donne vestono di nero, guai a darla via prima del matrimonio, la domenica tutti in chiesa, nessuno osa ridere chè la vita è sofferenza al servizio di dio.
Si spiega anche come mai, pur avendo ormai superato gli anni bui del dopoguerra e della crisi petrolifera, gli olandesi si comportino ancora da poveri, rifiutandosi di accogliere una migliore qualità della vita che invece sarebbe alla portata di tutti perchè tra importare prugne di quarta da Israele a 4 euro al kg e vino DOC dall’Italia a 6 euro la bottiglia non ci corre tutta questa differenza, ma le prugne costano 4 euro anche in agosto e il vino DOC non si trova, come non si trova la mozzarella, la pasta de Cecco solo nei pochissimi negozi di delicatessen e pure razionata, per non parlare dei biscotti di cui esistono 3 qualità tutte schifose e il Mulino Bianco qui non mette piede. Mica per strani complotti protezionistici, ma per mancanza di domanda! Gli olandesi si vergognano di provare piacere nel cibo, nel bere, nell’abbigliamento e nell’arredo della casa. Spendono milioni di euro per aggiudicarsi una villetta con giardino e poi ci piazzano i nanetti! All’interno tutto è squallido, razionale, funzionale, tetro.
Entrare in una casa olandese mette tristezza, vedersi offrire una tazza di caffè Douwe Egberts (tipo Lavazza qualità rossa) col biscottino stantìo da gente che si può permettere di far arrivare le aragoste dal Maine tutte le settimane (ma naturalmente non lo fa) è sconfortante. Per non parlare dei mobili che i nostri brianzoli devono produrre a parte in versione Benelux (= Aiazzone) perchè il design italiano non tira! Al mercato le orate costano meno del merluzzo, ma tutti comperano il merluzzo perchè nessuno sa come cucinare un’orata! E non parliamo dei ristoranti, dove anche se il menù tenta qualche piatto alternativo la clientela standard chiede zuppa di piselli o pomodoro, purè di patate con cavolo e wurstel, costolette con patatine fritte. I panini con le crocchette di carne (abominevoli) fanno venire l’acquolina in bocca ai più e provate a trovare un cannoncino o un bignè! Per la pasticceria fine c’è credo un paio di posti ad Amsterdam e gli altri si ciucciano torta di mele, krapfen e nauseabondi bomboloni da mezzo chilo trasudanti glasse zuccherine, ripieni di panna o crema al burro, che solo a guardarli ti sale il colesterolo di 100 punti. Del resto pensate che il cioccolato olandese è rappresentato da Droste mentre quello belga da Godiva … vi ho detto tutto! Questi ci hanno il miglior cacao del mondo e l’unica cosa che riescono a produrre sono cialdine fondenti, al latte o bianche! Non a caso noi si compera i cioccolatini nell’unica pasticceria belga della città e se non fosse troppo scomodo andrei ad Anversa tutte le settimane a far le spese.
Il colmo dei colmi arriva ogni anno in questo periodo quando milioni di olandesi si mettono in macchina per andare in vacanza. Milioni di trailers, roulottes e caravan pieni di birra, patate, scatolette di carne, crocchette surgelate, pane di segale a cassetta, uova, yogurt, burro e mele olandesi varcano i confini per raggiungere la Francia, l’Italia e la Spagna dove i turisti olandesi con sprezzo delle disponibilità alimentari locali mangeranno le loro provviste sempre più stantie. Vi giuro che è vero! Questi si caricano fino a scoppiare di cibo olandese per non dover comperare niente in loco! E sono pure capaci di tornare dalla Francia senza portare a casa un solo camembert e una sola bottiglia di bordeaux! Il confronto con le bistecche di cavallo sottosella di unnica memoria viene quasi automatico.
Se si trattasse solo di questo ci sarebbe da ridere, magari incazzarsi un po’ e rimboccarsi le maniche per cercare i negozietti giusti dove trovare roba buona a buon prezzo, difficile ma non impossibile. In fin dei conti abbiamo pure la tessera NS annuale, se ci tocca andare fino ad Anversa una volta al mese a fare rifornimento di derrate alimentari lo si mette in conto e ci si fa l’abitudine sperando in un futuro migliore.
Ma il brutto arriva con i servizi pubblici e in questo particolare momento della mia vita sono estremamente sensibile a tutta l’area del sociale che ha a che fare con la salute, la cura dei bambini, l’educazione e la casa.
Con questo in mente provate ad immaginare uno scenario di convivenza tra il capitalismo sfrenato delle imprese ed una forma di neo-comunismo purista del governo, entrambi perfettamente spiegati dal calvinismo che vuole la massima libertà di espressione personale in un quadro sociale di estrema parità di opportunità, diritti e doveri. Praticamente un incubo di cui solo adesso sto penetrando i margini confusi.
Sull’argomento casa sembra che pur nella nostra odissea ci sia andata di culo perchè rispetto a qualche anno fa il settore privato è in espansione e la legge della domanda-offerta che lo regola comincia timidamente a pendere in nostro favore. Solo per questo siamo riusciti ad aggiudicarci una casa ad un prezzo non troppo esagerato (perlomeno parificato alla valutazione catastale) e comunque siamo stati costretti a comperare e sobbarcarci un mutuo trentennale perchè il mercato dell’affitto è equiparabile a quello Italiano pre-patti in deroga con la differenza che l’offerta privata copre il 5% della domanda a prezzi assurdi (900 euro per un monolocale da 35mq con vista sui binari del treno) e il resto è in mano all’amministrazione locale, con liste di attesa talmente eque che vanno da 12 mesi a 5 anni per un alloggio QUALUNQUE! Vale a dire che se mi metto in lista oggi ho la speranza di essere in condizione di poter accedere alla trattativa di affitto per un bilocale a Dukenburg (quartiere dormitorio in periferia) a fine 2003. Prima di poter accedere ad una casa comparabile a quella che abbiamo comperato faccio in tempo a mandare il bimbo a scuola. Dico che ci è andata bene solo perchè ci abbiamo impiegato ‘solo’ 4 mesi a trovare qualcosa di accettabile, mentre una coppia di nostri amici dopo un’odissea similare ha finito per pagare l’anno scorso molto di più per una casa più piccola e conciata ben peggio della nostra in un quartiere equiparabile al nostro ma molto meno centrale (20 minuti di bici dalla stazione vs 5).
E i genitori di una nostra amica hanno dovuto sposarsi in tutta fretta negli anni sessanta perchè l’unico alloggio disponibile in tutta la città era assegnabile solo a coppie regolarmente sposate e quindi la leggenda narra che i due abbiano letteralmente preso due testimoni dalla strada e siano corsi in comune per ripresentarsi 20 minuti dopo all’ufficio amministrativo con il certificato di matrimonio fresco di stampa e poter firmare il contratto d’affitto.
Sull’argomento salute diciamo che finora mi è andata bene perchè non ho mai avuto bisogno di andare oltre il medico della mutua, peraltro efficientissimo, ma pur sempre medico della mutua quindi generico.
Sembra che se ti succede qualcosa di veramente grave le cose si complichino parecchio. Prima di tutto non è come in Italia che se vuoi bypassare il medico della mutua e andare direttamente da uno specialista nessuno ti ferma basta che paghi. A quanto pare qui per andare da un qualsiasi specialista (dentisti a parte) devi avere una liberatoria del medico della mutua. E siccome qui i medici della mutua pretendono di fare il loro mestiere non puoi neanche andare a dire al medico della mutua ‘mi faccia la liberatoria’. Mi ricordo ai tempi la lotta per ottenere il ginecologo che mi seguisse la gravidanza, lotta che ho clamorosamente perso perchè secondo il medico della mutua non ne avevo bisogno, quindi niente ginecologo ma levatrice e correre! Ho a dire il vero potuto accedere ad un medico omeopatico senza passare per la mutua ma il trucco c’è e si vede subito: le assicurazioni non rimborsano i medici omeopatici se non quelli riconosciuti anche dalla medicina tradizionale, per i quali hai bisogno di una liberatoria del medico della mutua!
Poi sembra che i pronto-soccorso di qui non siano migliori di quelli italiani soprattutto nelle ore notturne e nei weekend, perchè il servizio è assicurato per contratto dalle 9 alle 18 giorni feriali, la notte e i festivi il personale va pagato a peso d’oro, di conseguenza c’è personale ridottissimo (si parla addirittura di 10% dell’operativo) e in conclusione devi solo sperare che non ti succeda niente dopo le 18 di venerdì altrimenti sono cazzi. Vedrò di istruire il pargolo a farmi venire le doglie di lunedì mattina.
Per finire si spera ardentemente di non aver mai bisogno di entrare in sala operatoria perchè le liste d’attesa sono talmente ridicole che le maggiori assicurazioni (inclusa la mia) da quest’anno offrono la possibilità di essere operati in Belgio o in Germania per tagliare i tempi d’attesa. Confortante … meno male che almeno io sto a 4 km dalla frontiera con la Germania, poteva andare peggio.
Sull’argomento cura dei bimbi il sistema prevede asili nido statali a partire dal terzo mese per accontentare le aziende che vogliono le madri al lavoro il prima possibile. Peccato che i continui tagli alle spese per i servizi sociali siano risultati in un deterioramento progressivo dei suddetti. Che poi mica sono gratis per il cittadino. In media si pagano 700 euro al mese per tenere il pupo 4 gg a settimana dalle 8 alle 18 in un nido, le babysitter costano un bel 33% in più.
E comunque la domanda supera di gran lunga l’offerta. Sto vivendo in diretta l’incubo delle liste di attesa. Nonostante sia iscritta sia all’asilo nido che al servizio baby sitter con l’endorsement del sussidio del datore di lavoro che dovrebbe garantire priorità assoluta qui non si muove niente! Va bene che mi serve da gennaio e ci mancano ancora 5 mesi ma se il buon giorno si vede dal mattino il mio capo ha dovuto per un anno fare 30 km al giorno per portare la figlia nell’unico nido disponibile e solo da settembre può finalmente accedere al nido del suo quartiere; di baby sitter manco l’ombra. Io già mi vedo a farmi Nymegen-Deurne (60 km) e ritorno tutti i giorni per portare il pargolo dalla mamma del vikingo, che poi ancora pare la migliore soluzione visto che la qualità media degli asili nido è ormai tale da far titolare al giornale di ieri “Asili nido: brutti, sporchi e cattivi”. Insomma ho scelto il momento sbagliato per mettere al mondo un figlio, oppure come dice l’autore di Onder Hollanders, smetto di lavorare e per 5 anni mi dedico alla cura del pargolo come fa (è costretto a fare?) il 75% delle donne qui. Se non ci fosse il mutuo da pagare ci potrei anche pensare ma grazie all’ineffabile sistema olandese sono costretta a lavorare solo per potemi permettere casa e bimbo.
Dell’argomento scuola meglio non parlare che mi deprimo vieppiù e poi sembra che le elementari siano ancora ottime: i problemi arrivano dalle medie in poi, quindi spero ardentemente che tra dieci anni o io sarò lontana da qui o nel frattempo il sistema sia cambiato.
Insomma, un quadro piuttosto sconfortante che non ti aspetti in un Paese che ha la fama di essere liberale, tollerante e iperefficiente. E lo è, in effetti, ma come in tutti i paesi dove si è cercato il compromesso tra libera economia e diritti sociali il sistema mostra le corde. Si spiega così l’inarrestabile ascesa del Pim che altro non dice(va) se non ‘tutti gli animali sono uguali ma alcuni animali sono più uguali degli altri’ e ha ufficialmente aperto la caccia all’intruso, nel nostro caso gli extracomunitari che finora hanno goduto degli stessi diritti dei nativi e che da ora in poi rischiano di vedersi ghettizzare. Ragionamento semplice e diabolico: meno extracomunitari che fanno la fila per la casa, il dottore, il nido e più possibilità per me nativo di accedere ai suddetti servizi. Il nazismo è iniziato così. Ma l’Olanda – mi si dice – non ha nulla a che spartire con la Germania! Tutti qui si affannano ad argomentare le migliaia di differenze abissali tra Olanda e Germania, anzi ora che ci penso manco argomentano, non accettano nemmeno il paragone. La verità che sta sotto gli occhi di tutti e di cui gli Olandesi hanno talmente orrore che preferiscono sentirsi dire che la loro madre fa la pianista in un bordello è che gli olandesi sono esattamente come i tedeschi ma misteriosamente stanno simpatici a tutti. E stanno simpatici a tutti perchè a differenza dei tedeschi non hanno la massa critica per creare casino in Europa: 16 milioni di simpatici anarcoidi strinati (gli olandesi odiano l’immagine ma non solo non fanno niente per correggerla ma la alimentano appena possono con leggi tipo eutanasia e matrimoni gay) non sono 60 milioni di fanatici bisognosi di un fuhrer. Ho chiesto, e se l’Olanda avesse 60 milioni di abitanti? La risposta agghiacciante è stata (non cito la fonte perchè rischia il linciaggio sulla pubblica piazza) l’Olanda da 60 milioni di abitanti c’è già e si chiama Germania.
 
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