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2007

19 12 2007 la saga della cucina – 2º tempo

L'8 dicembre, mentre il resto dell'Europa tirava fuori dagli scatoloni gli addobbi natalizi, la sottoscritta si improvvisava imbianchino e provvedeva ad aquistare, stendere e ripassare la pittura lavabile in lieu delle mattonelle sul muro della cucina. Il 9 dicembre riattaccavo le prese elettriche - da me scelte e acquistate - e provvedevo alla sigillatura con silicone del tutto.
Si concludeva così ufficialmente la saga della cucina inizata in agosto, che mi aveva lasciato per 3 mesi con un muro di cemento grezzo variamente perforato e traballanti vassoi al posto del piano di lavoro. Il 23 novembre era arrivato il piano di lavoro e la settimana dopo lo stuccatore di fiducia dei vicini - un gentiluomo dai capelli bianchi e dal portamento di un maggiordomo - aveva rimesso a nuovo il muro devastato dai lavori. La mia cucina cominciava ad assumere un aspetto decisamente elegante. L'ultimo tocco - vernice murale sostitutiva delle mattonelle - a sorpresa mi è tornato indietro come un boomerang. Il gentiluomo-stuccatore mi ha detto "Mi raccomando, prima di verniciare dovete lasciare asciugare lo stucco per una settimana." ha raccolto con cura tutti i suoi strumenti e mi ha lasciato con un sottile dubbio. Avevo capito bene? Ho chiesto al vikingo la sera stessa e il vikingo mi ha confermato che lo stuccatore non è un imbianchino e quindi avremmo dovuto farci il lavoro di finitura da soli (o impiegare un altro artigiano specializzato). Occazzo! Non riuscirò mai ad abituarmi a questo miscuglio di comunismo reale e capitalismo sfrenato che è l'Olanda. Ma come? Le aziende vengono rivendute ogni 2 anni al miglior offerente, ogni giro son 3000 posti di lavoro in meno, la sanità è privatizzata e gli artigiani si comportano come camerieri cinesi dopo la rivoluzione culturale? Lo stuccatore non si è nemmeno degnato di dirmi quale vernice avrei dovuto comperare, il vikingo è stato colto da improvvisi impegni improrogabili, per cui ho dovuto affidarmi al consiglio del locale negozio, ovviamente sbagliando.
Qui apro un altro capitolo per lagnarmi pubblicamente di mio marito (essendo ormai moglie legalizzata posso permettermelo, anzi, è mio dovere!). Il vikingo è un marito e padre modello, almeno 7 upgrades sopra i figli di mammà italiani, ma rimane purtroppo sempre un uomo. Per cui è continuamente impegnatissimo ad aiutare amici, parenti, vicini, scuole e consigli di quartiere, ma se c'è da appendere un quadro in casa o aggiustare un rubinetto che perde, passano mesi e anni prima che il lavoro venga eseguito.
Di solito devo fare un’urlataccia per fare inizare il progetto, un’urlataccia per la messa in opera e un'urlataccia per il completamento. Di conseguenza, dopo 7 anni ho imparato a farmi i lavori da me o farli fare a mia madre quando viene in visita. L'unica cosa che entrambe ci rifiutiamo di fare è usare il trapano e infatti in cucina non c'è appeso niente: ho fatto shopping estenuante negli ultimi 4 weekends per trovare mensole e ripiani che non avessero bisogno di essere appesi. In quanto alla vernice, dopo una lunga serie di ‘Eh certo che questa vernice non è proprio lavabilissima’ del vikingo, mi sono ingegnata e ho ripescato, tagliato e incollato 2 lastre di plexiglas a protezione del muro dietro lavandino e fornelli. Sono molto soddisfatta dell'effetto, ma adesso dovrò farmi una cultura sulle vernici e forse tra sei mesi saremo oltre la fase-plexiglas. Nel frattempo il vikingo si è degnato di comperare un attrezzo che serve a riconoscere le canaline elettriche in preparazione al montaggio dell'unica mensola che lo richiede. Ci riaggiorniamo nel 2010, quando durante il mio agognato sabbatical farò - come da anni mi riprometto - un corso di elettricista/idraulico.
 
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