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2007

14 10 2007 gesummaria che settimana!

Si apre lunedì con la comunicazione a sorperesa che mia madre - 67 anni e pazza come un cavallo - è caduta dalla bicicletta e si è rotta la testa del femore. Come di prammatica la notizia mi è arrivata perchè dopo aver tentato di rintracciare mia madre a tutti i soliti numeri ho chiamato mio fratello che dopo 5 minuti di cincischiamenti vari mi ha detto 'senti, anche se la mamma non vuole che te lo dica ...'. E questo, si badi bene, è un classico. Mia madre decide per me quali notizie devo ricevere e quali è meglio di no per non turbare la mia preziosa psiche. Col risultato che puntualmente le catastrofi familiari mi vengono annunciate da terzi o dopo mesi. Vabbè. Non mi incazzo e mi informo sulla prognosi, dopodichè metto giù il telefono e mi incazzo perchè quella disgraziata lo fa apposta. Così adesso mi salta anche la vacanza di ottobre. Devo disdire tutti gli impegni presi e restare al capezzale dell' inferma. Che ovviamente non vuol sentir parlare di badanti e affini. Normalmente queste grane se le smazzerebbe mio fratello ma siccome aspetta la sua primogenita a minuti, figurati se ha tempo. Notte in bianco per il nervoso, rallegrata da Matteo che si installa sul mio cuscino e si agita tutta notte.
Martedi senza particolari eventi, riesco perfino ad andare ad un concerto (Fish, non la mia prima scelta ma sempre meglio di niente) e a constatare che Matteo continua a dormire male per l'agitazione del suo imminente compleanno. Seconda notte in bianco.
Mercoledì sono ricoglionitissima e in deprivazione sensoriale causata dalla mancanza di riposo notturno e in tutto questo devo:
a) portare l'auto al garage
b) smazzarmi un crescendo di grane lavorative assortite di cui adesso mi nausea perfino il ricordo
b) sfornare 50 tortine per la festa di Matteo a scuola domani
c) farmi bella (sfpd) per la serata a teatro sponsorizzata da Catia e Ambra
Praticamente a teatro dormo, meno male che è balletto così non mi devo concentrare sui contenuti. Tornata a casa constato che Matteo ha la madre di tutti i raffreddori e 38,7° di febbre. Terza notte in bianco.
Giovedì Matteo scatta in piedi alle 6:57 e urla "IK BEN 5!!!" (Ho 5 anni). Considerando che sta contando i giorni da febbraio si è anche contenuto nelle sue esternazioni di gioia. Sempre più rincoglionita gli misuro la febbre: ha 37,2° ma non mandarlo a scuola è impensabile; ha assisitio ad almeno 25 festeggiamenti dei suoi compagni di classe più grandi, sa a memoria il copione e se lo sogna da mesi. Va, col padre, infagottato da capo a piedi. Alle 10:30 mi presento in classe con le 50 tortine: Matteo ha gli occhi lucidi di febbre e di eccitazione, è seduto sul trono con la corona in testa e gode come una vacca dell'attenzione di tutta la classe. Io che credevo di andare, cantare tanti auguri a te e tornare a lavorare devo subire una cerimonia di 30 e passa minuti e poi scappo lasciando Matteo ai suoi trionfi, con l'ingiunzione al vikingo di portare a casa il pargolo non appena finiti i festeggiamenti. Per me sono cazzi perchè oggi non ho la babysitter e cara grazia che nelle grane assortite di ieri sono state annullate una serie di riunioni per cui posso permettermi di lavorare a casa, ma sudo freddo durante le telefonate dei clienti: Matteo si guarda tutta la compilation di cartoni animati di Jetix dalle 13 alle 16. A quel punto siamo rincoglioniti in 2 ma la febbre gli è passata e riesco ad interessarlo alla produzione delle torte per la sua festa di compleanno. Crollo alle 21:30 e vado a letto: finalmente dormo.
Venerdì devo finire il lavoro arretrato di giovedì e c'è da organizzare la festa di compleanno per i bimbi - tema pirati e principesse. Il vikingo si occupa dell'intrattenimento, io del catering, ma meno male oggi la babysitter c'è e riesco più o meno a barcamenarmi. La notizia che mia cognata è riuscita a partorire la primogenita ieri mattina - lo stesso giorno del compleanno di Matteo - e che nessuno si è degnato di farmi una telefonata per avvisarmi - mi hanno lasciato un sms circolare sul numero di cell italiano - mi conferma che (quel che resta del)la mia famiglia è in guerra contro di me. E meno male che sono a 1000 km altrimenti a quest'ora mi leggevate in cronaca. Cancello l'Italia dalla mia testa e mi concentro sulla festa. Matteo non sta ancora benissimo per cui piange per ogni nonnulla. Riusciamo ad evitare incidenti gravi e con l'aiuto di quella santa di Anoeradha arriviamo alle 5 del pomeriggio indenni e sorridenti. Io finisco le ultime cose e vorrei andare a farmi un bagno caldo ma telefona il fratello di Frank che Loes ha partorito e se vogliamo andare a vedere il neonato in ospedale. Io dico di no, il vikingo dice di sì e così si va tutti quanti a rompere i coglioni alla povera Loes - chiaramente provata dal parto e incapace di muoversi - in nome delle convenzioni sociali. Grazie al raffreddore di Matteo riusciamo a svincolarci presto e ci infiliamo nell'agoganto bagno caldo. Matteo, finalmente sazio e felice, crolla esausto nel suo candido lettino dove dormirà 12 ore e mezza di fila senza dire ba.
Uno dice, a questo punto ti fai un weekend in sauna e istituto di bellezza e torni come nuova. E invece no, perchè questi maledetti olandesi hanno la fissa dei compleanni e i familiari e gli amici intimi si sentono obbligati a venire a fare le congratulazioni ai genitori e a dare un presente al festeggiato. Così la sottoscritta sabato mattina ritorna a fare le spese, rimette le mani ai fornelli per la terza volta e prepara i rinfreschi per la famiglia. In tutto 20 adulti e 8 bambini che mi hanno allietato il sabato dalle 14 alle 20. Avrebbero dovuto essere di più ma grazie a Loes l'intera famiglia Linders (4 adulti e 2 bimbi) se ne è rimasta a casa. Meno male che ho la lavapiatti ma anche così ieri sera ero più morta che viva.
Learning della settimana: l'anno prossimo mi piglio una settimana di ferie dal 10 al 18 ottobre e invece che venire in Italia mi prenoto la baby sitter e la beauty farm. La festa per gli amichetti di di Matteo la faccio da Mc Donald's e quella per i parenti alla locale sala da thè.
 
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