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2008

02 05 2008 ebbene sí, sono una snob!

Se c’é una cosa che detesto piú delle settimane bianche sono le settimane verdi, ovvero le villeggiature in montagna. Sia chiaro una volta per tutte: per me le vacanze sono esclusivamente quelle che si fanno al mare, possibilmente ai Caraibi, dove la temperatura dell’acqua é di poco inferiore alla temperatura esterna ed entrambe sono ampiamente al di sopra dei 25°. Posso accettare anche vacanze cosiddette culturali purché brevi e soprattutto a condizione che la temperatura esterna sia conforme alla norma di cui sopra e che i comfort di base come doccia/wc privati senza scarafaggi, ristoranti, bistrot, negozi, libri, TV e internet siano a portata di mano. Ho sofferto giá abbastanza da adolescente in svariati campeggi e interminabili estati in montagna da cui ci salvavano solo i temporali prolungati di fine agosto che costringevano mio padre ad arrendersi all’evidenza che anche quest’anno l’estate al nord era finita e che finalmente portavano la famiglia a Gravina di Puglia, dove ci attendeva uno splendido settembre di sole, feste patronali, mozzarelle e granite al limone. Sento di aver dato piú che a sufficienza in quest’area non solo nella mia adolescenza, ma anche negli anni poveri col mio primo fidanzato e negli anni alternativi con il secondo. Il fatidico viaggio col vikingo in Nuova Zelanda nel 2001 é stato per me la degna cerimonia di addio a quel tipo di vacanze. Con la scusa di Matteo ho potuto da allora godere di tutti i requisiti richiesti per il mio comfort e non intendo cedere nemmeno un dito.
Purtroppo ogni tanto mi devo piegare alle esigenze familiari e con queste intendo le esigenze della famiglia del vikingo, che ha l’abitudine di festeggiare le piú importanti ricorrenze tutti insieme in ameni villaggi familiari olandesi. Come potrete vedere sul sito, a parte le comode villette a schiera da 4, 6 o 8 posti, tutti i Centerparcs vantano una serie di attrazioni contenute in un grande padiglione-serra al centro del villaggio: sauna, piscina sub-tropicale con giochi d’acqua, svariati bar e ristoranti a livello di Burger King/Autogrill, negozi di souvenir a livello di palle di vetro e pelouches, parco-giochi per bimbi, giostrine, bowling, videogiochi, megaschermo TV per le partite di calcio e animazione serale a livello di karaoke e tombola. Insomma, il Club Med dei poveri.
Tutto questo sarebbe anche sopportabile con una buona dose di libri e wireless internet - ovviamente portati da casa - se non ci fosse il piccolo particolare del clima.
La ragione per cui tutti i Centerparcs hanno un grande padiglione-serra con temperatura sub-tropicale, contenente tutte le attrazioni di cui sopra, é perché la temperatura esterna non supera mai i 15° nemmeno in estate e piove praticamente in continuazione! Questo succede perché i Centerparcs sono situati invariabilmente nel mezzo di desolate campagne o inaccessibili localitá montane totalmente prive di alcuna attrazione naturale che non sia la folta e lussureggiante vegetazione che vedete nelle pittoresche foto sul sito. Ma nel Nord Europa la vegetazione puó essere folta e lussureggiante solo se piove 300 giorni all’anno e se la temperatura media si tiene ben al di sotto dei 20°.
Q.E.D.
C’é da dire che fortunatamente le ricorrenze che vengono festeggiate con una settimana di simpatico campo di concentramento Centerparc sono rare in quanto – e qui mi scuso profondamente per lo snobismo involontario – i Centerparcs sono costosi per il livello di stipendio modale olandese e quindi vengono tirati fuori dalla famiglia del vikingo solo per le nozze d’argento o equivalenti giubilei.
Cinque anni fa abbiamo festeggiato il 35° anniversario di matrimonio dei suoceri in un tetrissimo Centerparc di Drenthe (Olanda nord-est), dove ha piovuto 24 ore al giorno per tutti e 5 i giorni di permanenza. La temperatura esterna era 5°, Matteo ha avuto l’influenza gastrica con 40° di febbre grazie alla qualitá del catering e Elena ha avuto una violentissima pseudo-orticaria purulenta grazie al brodo di batteri che é la fetida piscina sub-tropicale. Ma si era alla fine di ottobre e quindi il clima era pure giustificato.
Quest’anno, per il 40° anniversario, si é pensato bene di anticipare al ponte dell’Ascensione e di scegliere una localitá piú meridionale: l’Hochsauerland nella tedesca Rheinland Pfalls.
Il risultato meteorologico é stato solo marginalmente migliore, Elena si é presa la sua brava pseudo-orticaria in forma meno acuta e Matteo se l’é cavata con un semplice raffreddore, credo grazie agli anticorpi nel frattempo cumulati da entrambi in questi 5 anni, al moderato uso del catering e alle quotidiane strigliate con sapone antibatterico. A parte ció i bimbi si sono divertiti come matti. E’ evidente che la struttura Centerparc é stata accuratamente pensata per le famiglie olandesi modali con prole a carico, perché i giochi e le animazioni per gli under 10 sono di ottima qualitá. I bimbi olandesi sono abituati al clima merdoso e un po’ di freddo e pioggia non gli fa un baffo. In quanto ai genitori olandesi, calvinisti come sono, l’idea di spendere un fracco di soldi per essere coccolati in veri paradisi tropicali dai GO del Club Med li mette sicuramente a disagio e quindi preferiscono una soluzione dantesca dove per ogni comfort c’é un contrappasso e in generale i lussi si mantengono a livelli popolari, con l’eccezione della mitica piscina sub-tropicale che a ben vedere é l’unica attrazione non facilmente reperibile al paesello natale.
La sottoscritta ha passato la settimana a leggere un romanzo di 700 pagine che stava a pigliar polvere sul comodino di casa da Natale e a redigere un noiosissimo testo che ho indietro dal 2006. Ho bevuto un numero imprecisato di cappuccini acquosi nei bar del padiglione-serra per ammazzare il tempo tra i bucati (ottima launderette a gettone, devo ammettere), i pasti e i passatempi dei bimbi. Sono perfino entrata nella piscina sub-tropicale per ben 2 volte. La prima volta ho resistito quasi un’ora e mezza perché mi sono addormentata sulla sdraio, cullata dal frastuono ritmico della cascata generata dal tinozzone che si rovescia sugli scivoli ogni 4 minuti esatti. La seconda volta a momenti sono svenuta per la cacofonia ed il tanfo soffocante dell’enorme calca del 1° maggio e sono uscita barcollando dopo meno di mezz’ora. Ho sinceramente provato a partecipare ai passatempi di gruppo, ma altettanto sinceramente il bowling non riesce ad appassionarmi, le partite sul megaschermo nemmeno e mi viene mal di testa solo ad entrare in una sala videogiochi. Mi rendo conto di essere stata abbastanza asociale, sempre con il naso nel libro o dietro al PC; a mia parziale discolpa faccio notare che la conversazione dei miei cognati non si puó definire brillante ed ora che ci penso nemmeno conversazione. Ho contato i giorni come i carcerati e quando stamattina ho messo la barra trasversale sulle sei barre verticali mi sono sentita subito meglio.
La seconda settimana della vacanza dell’Ascensione é stata infatti salomonicamente assegnata a Ischia: il miglior surrogato dei caraibi che ho trovato a distanza aerea accettabile. Mi auguro che il clima ci assista, ma intanto, per sciacquarmi metaforicamente la bocca dal sapore del Centerparc, ho organizzato una gita a Düsseldorf con pernottamento all’hotel dell’aeroporto da cui partiremo domattina presto. E qui vi autorizzo a darmi della snob, ma il fatto é che appena sono entrata nel foyer dell’hotel mi sono sentita a mio agio per la prima volta da una settimana e mi é tornato il sorriso sulle labbra. Ah, l’effetto balsamico delle luci e dei colori caldi, del design italiano, delle receptionist plurilingui in tailleur, dell’atmosfera ovattata e della vista ardita sulla spaghetti junction dell’autostrada! Cioé ragazze, non per dire, ma sto parlando di un hotel situato nel parcheggio dell’aeroporto di Düsseldorf che, senza vegetazione lussureggiante e piscina sub-tropicale, é infinitamente meglio del Centerparc!
Abbiamo preso lo SkyTrain e poi la S-Bahn fino al centro di Düsseldorf, dove abbiamo passeggiato unten den Linden (sotto i tigli) della Königsallee e abbiamo mangiato Kaffee und Kuchen nel bistrot della Kaufhaus um Kö. Poi abbiamo preso un tram e siamo andati al parco per far giocare Matteo prima di tornare all’hotel dove abbiamo mangiato ottimi asparagi nel ristorante dell’hotel con vista sull’autostrada. Il sole splendeva a tratti e si é arrivati alla vertiginosa temperatura di 16°: é stato bellissimo!
E qui apro un’altra parentesi sul carattere calvinista degli olandesi. Per ricambiare l’ospitalitá della settimana abbiamo offerto ai suoceri di condividere la gita odierna a Düsseldorf, se non per la cultura almeno per gustare una Kuchen decente giacché siamo in Germania: si trattava di una piccola deviazione sulla strada per casa, roba di meno di 60 km. Hanno categoricamente rifiutato! Hanno preferito tornare di corsa al paesello natale, senza dubbio per raccontare ad amici e parenti quanto era bella la piscina sub-tropicale del Centerparc davanti ad una birra autarchica. No dico, sono matti loro o sono una fighetta io?
 
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