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2008

12 03 2008 eventi storici

Per settimane e mesi si va avanti col pilota automatico, tra banali incidenti casalinghi e ancor più banali scazzi lavorativi e poi di colpo nel giro di una settimana succede di tutto. Comincio a credere nelle congiunture astrali!
In ordine di importanza personale:
1. Ho comperato la nuova Smart, cioè il modello nuovo (quello + lungo di 19 cm)
2. Sto producendo una sitcom
3. E' uscito il primo quotidiano su carta elettronica (Iliad o ePaper, il solito casino coi nomi che non ci si capisce un cazzo)
4. Si é svolta la prima rissa medial-virtuale
5. Matteo ha la varicella
Comincio dal punto 5 che sbrigo in dieci secondi: incredibile ma vero, dopo aver resistito per 3 anni ai bacilli di tutti i suoi compagni di classe e di gioco, out of the blue, senza preavviso, Matteo si è riempito di puntini rossi che si sono debitamente sviluppati e stanno già esplodendo. Una varicella da manuale medico insomma. Lui orgogliosissimo (sono l'unico che ce l'ha nella mia classe, non me l'ha attaccata nessuno), noi insonni per spalmargli ogni 2 ore svariate pomate e polveri ma vabbè, questa è routine.
Il punto 4 riguarda il film 'Fitna' di Gert Wilders (il nostro Bossi locale). Il film che NESSUNO HA ANCORA VISTO perchè non è stato ancora pubblicato - e io dubito sia stato perfino prodotto - ha giá scatenato una rissa internazionale che ha coinvolto rappresentanti istituzionali di almeno 5 paesi musulmani, il parlamento europeo e forse perfino gli USA - ho perso il conto dell'escalation perchè arrivati al 5° paese musulmano che ha giurato di raderci al suolo mi sono anche un po' scocciata. Rissa tutta combattuta sul manifesto programmatico del film, che Wilders dice essere 'contro il corano e la cultura musulmana, in ogni aspetto inferiore alla nostra'. Il concetto manco è originale, giacchè il copyright spetta al buon Berlusca. A parte ciò, non si sa assolutamente nulla dei contenuti di questo film, nessuno ha mai visto nemmeno un trailer. Il punto è che la sola dichiarazione del Wilders di aver intenzione di produrre una simile opera ha tenuto occupate le prime pagine di tutti i giornali per MESI. Dichiarazioni incrociate dei vari primi ministri tra cui anche Sarkozy che non c'entra una sega ma si deve fare un po' di pubblicità, confronti con i cartoons danesi dell'anno scorso, appelli alla libertà di espressione, minacce di bombe e fatwa si sprecano. Non so quanto di questa rissa sia arrivata in Italia, qui non riesci a leggere un quotidiano o guardare un notiziario senza essere appestata dai colpi di scena della vicenda, peggio che una soap opera.
Il film avrebbe dovuto essere mostrato in premiere questa settimana, ma a causa della polemica nessun cinema, teatro, TV etc. ha accettato di proiettarlo. Qualche giorno fa è arrivata la notizia che un centro culturale a vattelapesca nel buco del culo del polder si sarebbe accollato l'onere di proiettare il film se Wilders si accollava l'onere della protezione antiterroristica. Wilders ha rifiutato l'onere e il film non si proietta più! Sarà disponibile solo su internet. Sono allibita, non ho parole e voglio traslocare su Second Life dove almeno sai che è tutto finto.
Ma ci sono anche buone notizie e quella del primo ePaper è sicuramente tra queste! E' l'equivalente del primo cellulare: un mattone ignobile con cui fra 3 anni nessuno vorrà essere visto in giro, ma per adesso è un vero breakthrough. Non sono assolutamente una early adopter (vedi punto 1 più oltre) per cui mi guardo bene dallo scucire 649.95 euro per avere l'onore di rovinarmi ulteriormente gli occhi ma ho brindato virtualmente all'innovazione e faccio il tifo per gli sviluppi.
Passo poi subito alla sitcom perchè come direbbe google ha un match 100% con l'ePaper. Incaricata dalla ditta che mi sponsorizza vitto alloggio e tutte le basilari necessità vitali di approntare un seminar sul futuro dei media per i miei stimati clienti, stavo contemplando la fuga o la legione straniera quando una mia collega (alla quale costruirò personalmente un monumento a grandezza naturale) se ne è venuta fuori con l'idea di fare una rappresentazione teatrale. Consumer insight: tutti si aspettano robe futuristiche, robot, lucine, computers parlanti e diavolerie varie. E invece noi facciamo una cosa totalmente retrò. I circuiti del mio cervello si sono fulminati e in 10 minuti avevo già la bozza del pilot della sitcom '2020: the digital polder' che, come potrete facilmente immaginare, descrive le vicissitudini di una famiglia media alle prese con le nuove tecnologie. C'è la nonna totalmente analogica che non sa programmare il PVR, la figlia totalmente digitale che sembra Johnny Mnemonic incrociato con Dharma (di Dharma e Greg), la madre schizzata che passa la vita tempestando il Blackberry con il bluetooth nell'orecchio in totale rapporto amore-odio con le tecnologie, il padre che sembra Steve Jobs e l'ex della madre che se la tira da esperto ma combina solo casini etc etc. Ora vi chiedo di credermi se vi dico che l'idea è stata una vera bomba nella riunione di board, col risultato che adesso abbiamo coinvolto MTV Network e Boom Chicago e insomma, sto producendo una sitcom davvero!!! E se chiedo di avere l'ultimo Iphone o il tavolo multifunzionale o l'Iliad o qualunque altra diavoleria futurista me la comperano senza batter ciglio!
La cosa che più mi sconvolge è che tutti considerano me il genio dietro questo progetto e nessuno mi crede quando dico che non è stata un' idea mia. Insomma, più cerco di dare credito alla mia collega, più kudos mi arrivano. Mi ricordo che la Furla aveva detto una cosa del genere anni fa, adesso capisco che cosa si prova: un gran senso di colpa nell'emisfero sinistro e una smisurara ambizione e sete di successo nell'emisfero destro. E per la prima volta nella vita non sono assolutamente agitata. Sono invece sorprendentemente calmissima, ho tutto sotto controllo, so quello che devo fare e come lo devo fare. Vuoi mai dire che 20 anni di scrivere racconti di notte per hobby sono serviti a qualcosa? Meno male che ho i miei M&M's (marito e Matteo) che mi riportano coi piedi per terra.
E passo quindi all'evento per me assolutamente storico: dopo precisamente 8 anni di fedele servizio ho commutato la mia adorata smartina, co-protagonista della mia nuova vita, con un nuovo modello di smart coupè passion, assolutamente identico al vecchio, se non per gli upgrade tecnologici cumulati nel corso di questi anni. E che upgrade!
Purtroppo devo constatare che il positioning della smart come auto per signore ha lasciato il posto ad un positioning più tradizionale, quindi maschile, quindi con una serie di gadgets assolutamente inutili. Il dashboard sembra la consolle di un jet fighter, il volante imita quelli di F1 (ridicolo) e i sedili sono ancora più a sarcofago. La radio ha dei subwoofer che manco io a casa e il kit handsfree del telefono con bluetooth E' UNA FIGATA! No, dico, è per questo che non sono un'early adopter! Adesso sì che il concetto handsfree funziona! Altro che quei trabiccoli che ancora trovo nelle auto a noleggio.
Ma la smartina rimane la smartina ... ho ancora il groppo in gola al pensiero che passerà la notte nel garage del concessionario e non sotto casa. Mi sono portata via la vecchia targa italiana e l'ho messa nella nuova auto, ma non è la stessa cosa, non sarà mai più la stessa cosa, sob sigh ... se non fosse che la smartina aveva passato i 95000 km e cominciava a mostrare acciacchi ci sarei andata in giro ancora altri 10 anni. Ma vabbè, bando ai sentimentalismi, il ricordo è immortalato nello sfigario e racconterò le nostre avventure a questa nuova [non ha ancora un nome] così mi sentirò meno sola ... non avrei mai immaginato che un' auto potesse significare così tanto per me.
 
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