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2008

10 02 2008 la maledetta settimana bianca

Un giorno ormai lontano, in occasione delle morti ravvicinate e premature di tre coniugi dei fratelli Cassone, mia madre commentó che il clan stava eliminando gli impuri. Il commento era estremamente cinico, quasi blasfemo, ma mia madre é la piú giovane consorte del clan (ha la stessa etá dei miei cugini piú anziani) per cui ha potuto permettersi un comportamento socialmente irresponsabile fino a relativamente poco tempo fa.
Quando zio Franco - marito della sorella maggiore e al tempo di questi avvenimenti giá vetusto - ribatté sogghignando che la sua pelle era piú dura di quella di qualunque cassone ci si sarebbe aspettati quantomeno un rimprovero da parte della moglie se non delle vedove. Invece lo scambio di battute cadde nel piú profondo silenzio-assenso.
Alle mie orecchie adolescenti, la boutade di mia madre e la risposta di zio Franco sembrarono fighissime e il profondo significato sotteso mi passó sopra come acqua su un sasso in mezzo al fiume. In questi ultimi giorni ho ripensato spesso alle parole di mia madre e non le ho trovate piú tanto divertenti.
Mio fratello ha promesso che fará di Matteo il campione nazionale olandese di sci. Impresa facilissima, secondo lui, in quanto é noto che nessun sciatore é mai venuto dall’Olanda, quindi non c’é concorrenza. Il 2007 avrebbe dovuto vedere il debutto sulle piste del nostro campione, ma per questioni tecniche si é rimandato il tutto a quest’anno. Per me una settimana bianca é come il braccio della morte: mi sono rifiutata di tornare sulle piste di sci da quando sono maggiorenne, ma non potevo davvero negare alla mia famiglia questo evento di cui si parla da quando Matteo é nato. Mia madre ha rinunciato apposta ad affittare la nostra magione (60 mq) a Spiazzi di Gromo e ha perfino fatto venire una donna delle pulizie a preparare la casa per noi. Mio fratello ha preso 2 giorni di ferie apposta per dare le prime lezioni di sci a Matteo. E il vikingo adora sciare e ancora rimpiange i tempi in cui guidava tutta la notte per poter essere il mattino presto sulle piste di sci austriache. Per cui con rassegnazione ho riempito le valige di guanti, calzettoni, maglioni e giacche a vento, visualizzando dentro di me spiagge assolate, parei e sandali. La ciliegina sulla torta é stata la decisione del vikingo di offrire la settimana bianca anche alle nostre due nipotine, il che per me significa una settimana di lavori forzati al posto della vacanza, ma con grande spirito sportivo mi sono detta che almeno mi sarei evitata l’obbligo delle piste con la scusa dei lavori domestici. Mia madre – pur non essendo affatto entusiasta all’idea che gli impuri perdipiù olandesi (quindi doppiamente impuri) invadessero la sua casa – non ha avuto il coraggio di opporsi e cosí abbiamo prenotato il volo anche per Elena e Silvana.
La maledizione ha colpito già prima della partenza: sabato mattina alle 8 e 30 è squillato il telefono: Anja ci comunica che Elena ha 39° di febbre e tutti i sintomi dell'influenza, quindi non può partire. Il mio innato ottimismo mi fa istantaneamente dimenticare i 75 euro di biglietto aereo andati in fumo (provate per credere a farvi rimborsare un biglietto da Ryanair) e mi fa concentrare sui numerosi vantaggi di una vacanza con 2 soli bimbi, per esempio:
1. basterà 1 sola auto per trasportare tutti dall'aeroporto a BG
2. non dovremo campeggiare in salotto ma basteranno le 2 camere da letto di Spiazzi
3. non sarò costretta ad intrattenere una pre-adolescente con passatempi specifici (Elena ha 9 anni e giustamente non si diverte più a giocare coi piccoli di 5 e 6 anni)
E via così fino a riempire la top 10. All'aeroporto di Weeze, Anja ci intrattiene sui vari malanni di Silvana, che a questo punto si limitano a raffreddore e tendenza al mal d'aria. Siccome siamo dotati di tutte le possibili medicine contro entrambi, partiamo sereni. La piccola non mostra il minimo sintomo di mal d'aria e tutto sommato nemmeno di raffreddore, in compenso Matteo tossisce ininterrottamente tutto il giorno: sono i postumi della tonsillite ma mi rendono un tantino nervosa. A Spiazzi ci installiamo e distribuiamo miele, gocce omeopatiche e propoli a tutta la famiglia. I bambini tossiscono a turno fino all'1 di notte, poi tutto tace.
La domenica mattina, di buon'ora sulle piste, Silvana si dimostra una campionessa in erba mentre Matteo, fedele ai cromosomi materni, piange e fa le bizze tutto il giorno. Nemmeno l'arrivo di Ziopier migliora la situazione: nonostante tutta la buona volontà di mio fratello, Matteo è chiaramente ostile all'intera faccenda e Ziopier torna a casa deluso. Unica nota positiva, mi pare che la sua tosse stia migliorando, mentre noto che Silvana è stanca e sembra tossire più di ieri. A casa i bimbi mostrano un sano appetito e giocano senza problemi fino a tardi. Solo al momento di andare a letto Silvana dice che ha freddo. Il termostato segna 20° e Silvana è in piedi davanti al calorifero: mi scattano subito tutti i campanelli d'allarme materni e corro a prendere il termometro: 38°!!!
Dopo una notte agitata Silvana continua ad avere la febbre e restiamo a casa insieme mentre Matteo e il vikingo si avventurano sulle piste. Nevica che dio la manda, per cui è anche fuori questione tornare a BG. Di pomeriggio le do' un paracetamolo e spero in bene, ma la sera ha ancora 39° e mi arrendo all'evidenza che si è presa l'influenza. Non sorprendente considerando che in Olanda Elena ha ancora la febbre e l'ha attaccata anche a sua madre, il che porta l'elenco delle vittime a 3.
Nel frattempo Matteo ha completamente smesso di tossire e sta benone: si è prefino divertito sulle piste e il maestro di sci si è espresso in termini non del tutto negativi. Distribuisco rimedi omeo- e naturopatici a tutti, ricarico di paracetamolo Silvana e andiamo a letto sperando in un futuro migliore.
La mattina dopo (martedì) ha smesso di nevicare, c'è un sole splendido e francamente cominciano a girarmi le palle di dover rimanere in casa con Silvana. Il vikingo ha fatto ieri il settimanale e mi molla senza troppi complimenti con i due infanti per andare a sciare. Torna a mezzogiorno e preleva Matteo per la sua quotidiana lezione di sci. Viene a trovarci mia madre con un'amica di famiglia e francamente apprezzo la compagnia di entrambe. Silvana sembra stare meglio, tanto che mi avventuro a farle prendere il sole sul terrazzo, imbacuccata da capo a piedi, ma alle 5 di pomeriggio le torna la febbre alta. Contemporaneamente il vikingo mi dice che non si sente troppo bene e visto che ci sono misuro la febbre anche a lui: 38°!
A questo punto è chiaro che i malati debbano tornare a casa. Decidiamo che Silvana e il vikingo torneranno col primo aereo disponibile e che io e Matteo resteremo, più che altro perchè sembra che la montagna faccia bene alla salute di Matteo, che è più arzillo e vivace che mai. Poi anche per non deludere mio fratello che ci sta mettendo l'anima e 2 gg di ferie, infine perchè anche mia madre ha fatto di tutto per farci trovare la casa in ordine, non vede l'ora di stare col suo adorato nipote e sarebbe devastata da una nostra anticipata partenza. Detto fatto l'unico problema resta quello della prenotazione dell'aereo e a questo punto RINGRAZIO PUBBLICAMENTE ARIANNA senza la quale tutto ciò non sarebbe stato possibile. Dopo aver tentato invano di far capire al padre del vikingo come si entra sul sito di ryanair (e qui vorrei aprire una parentesi sui danni dell'uso indiscriminato di internet da parte degli ultracinquantenni ma mi astengo - però apro una petizione per proibire l'uso di internet a chiunque non sia in grado di digitare un indirizzo sul browser), dopo aver telefonato invano a tutte le galline dotate di PC, Arianna ci ha pazientemente dedicato i peggiori 15 minuti della sua vita e grazie a lei alle 19 e 30 di martedì siamo entrati in possesso di 2 carissimi biglietti aerei per l'indomani. Dopodichè per la sottoscritta sono cominciati i lavori forzati.
Voi tutti sapete come si comportano gli uomini al primo sintomo di qualsiasi malattia e il vikingo non fa eccezione. Ho dovuto cambiare tutti i letti per far dormire i malati in una stanza e i sani nell'altra tra altissime proteste di Matteo, lavare e mettere a letto i bimbi recalcitranti, distribuire medicine a tutti, sparecchiare, lavare i piatti e mettere a posto la casa devastata, preparare 3 valigie e infine distribuire camomilla al miele in tutte le camere: mi sembrava di essere un'infermiera! Infine a mezzanotte, esausta, mi sono accasciata sul letto.
Il programma di mercoledì prevedeva che io e Matteo ci recassimo sulle piste per la sua quotidiana lezione, mentre il vikingo avrebbe caricato in macchina le valigie da me preparate e ci sarebbe venuto a prendere sulle piste di modo da poter partire subito per BG. Una volta messi sull'aereo i malati, Matteo ed io saremmo andati a casa di mia madre dove mio fratello ci aspettava per ritornare insieme a Spiazzi.
Matteo si è svegliato di pessimo umore e ha cominciato a fare colossali capricci al momento di rimettersi la tuta da sci. Infuriata oltre misura ho riempito le nostre 2 valigie di vestiti e ho urlato che mai più avrei messo piede a Spiazzi e fanculo anche i soldi anticipati per noleggio sci e maestro fino alla fine della settimana. Forse intimorito dalle mie urla o dal mio fiero cipiglio, Matteo si è convinto a ritornare sulle piste dove mi sono - per la prima volta in decenni - rimessa sci e scarponi e ho fatto il mio dovere materno. E mentre sciavo su piste innevate di fresco, sotto un sole magnifico, pensavo con rabbia che mai in tutta la mia vita avevo avuto condizioni sciistiche migliori e che senza la maledetta epidemia di influenza olandese questa sarebbe stata una settimana bianca stupenda, anche scontando le bizze di mio figlio.
Una telefonata di controllo a casa mi ha fatto capire che il vikingo non era in condizioni di guidare e perciò, dopo la lezione, son dovuta tornare a casa con Matteo e ho dovuto ripulire la casa perchè il vikingo non era stato nemmeno in grado di fare colazione senza lasciare TUTTO in giro: i piatti sporchi, una montagna di briciole su tutte le superfici piane e i letti sfatti. Silvana non era stata ne' lavata ne' pettinata e si era vestita (da sola) solo grazie al servizio di camera della sottoscritta che aveva lasciato vestiti puliti in bella vista e ordine di entrata. Le valigie erano in macchina e la macchina era girata nella direzione giusta così, dopo aver lavato i piatti, rifatto i letti, passato l'aspirapolevere, chiuso le finestre, il gas, l'acqua e il riscaldamento e dopo aver caricato i bimbi in macchina non ho dovuto fare altro che accendere il motore e ruzzolare a valle.
E siccome sapete quanto son brava a guidare, soprattutto le auto monovolume 3x3 metri, sarete sicuramente sollevate nel sapere che siamo arrivati in pianura sani e salvi e senza un graffio. Stavo quasi per rilassarmi sul rettilineo della superstrada di Clusone quando Matteo ha detto che non si sentiva troppo bene e ha proceduto a vomitare. Il vikingo ha avuto uno scatto veramente degno di nota per il malato terminale che stava impersonando ed è riuscito a piazzare un sacchetto sotto il naso del pargolo. Dopo un paio di secondi e conati, Silvana ha commentato che il sacchetto era bucato e ho sentito il vikingo imprecare come mai in vita mia: spero solo che i bimbi non ripetano MAI quello che ha detto. Ovviamente stavo andando a 90 all'ora in un tratto di strada senza corsia di soccorso, per cui Matteo ha potuto dare libero sfogo a tutto il vomitabile fino alla piazzola di servizio seguente. Lì abbiamo consumato circa 100 fazzolettini umidificati per ripulire il tutto e siamo ripartiti con un tremendo olezzo di vomito aleggiante nell'aria, che ci ha accompagnato fino al rondò delle valli, dove Silvana ha comunicato che anche lei non si sentiva bene e molto educatamente, da bimba abituata a simili occorrenze, ha proceduto a vomitare nel sacchetto in dotazione. Dopo una decina di secondi l'abbiamo sentita ridere e ci ha comunicato che anche il suo sacchetto era bucato. E' stato il mio turno di imprecare insulti irripetibili.
Ma come dio ha voluto, siamo arrivati all'eroporto, abbiamo fatto check in, siamo entrati in dibattito con l'eroica hostess italiana che si rifiutava di far partire il vikingo e Silvana senza autorizzazione dei genitori della piccola (prendete nota per una futura petizione: nella Comunità europea è possibile a chiunque trasportare minori senza altro documento che la carta d'identità del minore in questione. SCANDALOSO! E poi ci si stupisce che i bambini spariscono) e siamo ripartiti senza gli olandesi alla volta di casa di mia madre. E' stato qui che ho pensato per la prima volta che il clan Cassone, dalla cripta di famiglia, aveva lanciato una maledizione sugli impuri. Infatti ne' io ne' Matteo siamo stati contagiati dall'epidemia e abbiamo proseguito indisturbati la settimana bianca.
Il fatto che mio fratello si sia alzato venerdì mattina con 39° e tutti i sintomi del contagio non conta: infatti ricorderete che lui appartiene ai Berardesca, quindi anche lui è considerato un impuro.
In quanto a me, dopo questa orrida esperienza ho messo una croce IN GRANITO sulle settimane bianche future. Se il vikingo desidera ripetere l'esperienza, con o senza parenti impuri, faccia pure. Il clan Cassone da ora in poi andrà solo ed esclusivamente al mare.
 
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