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2008

01 12 2008 oh kom er eens kijken …

Ogni anno, per un mese, questo fazzoletto di terra rubata al mare si trasforma nel paese dei balocchi. La tradizione di Sinterklaas, di cui davo una cinica e stringata relazione nel diario del 2001, ha origine nel XV secolo, si é evoluta nel Nuovo Mondo in Santa Claus ed é l’equivalente della nostra tradizione di Santa Lucia e/o Gesú Bambino e/o Befana, con interessanti variazioni locali.
Sinterklaas vive in un castello in Spagna e ogni anno arriva in Olanda insieme ai suoi aiutanti (Zwarte Pieten) e al suo cavallo bianco Amerigo, a bordo di un vaporetto traboccante di regali. I bimbi scrivono i loro desideri in una letterina che viene lasciata nella scarpa vicino al camino. Gli Zwarte Pieten entrano in casa passando dal camino, prelevano la lettera, lasciano nella scarpa dolci e mandarini e portano la lettera al santo che decide in base alla bontá del bimbo quanti e quali regali gli spettano. La sera del 5 dicembre i bimbi rimettono la scarpa accanto al camino insieme ad una carota per Amerigo e il 6 dicembre mattina la carota é sparita e al suo posto ci sono i regali. Durante la notte il santo, a cavallo di Amerigo, passa in tutte le case - le cui porte sono state nel frattempo aperte dagli Zwarte Pieten con il solito sistema del camino - lascia i regali e poi riparte per la Spagna. Fin qui tutto regolare.
Grazie all’evoluzione della tecnologia e alla diffusione del benessere, la tradizione ha assunto qui i connotati di una festa nazionale di importanza paragonabile al compleanno della regina e dagli anni cinquanta del secolo scorso l’intero rituale é un evento paragonabile ad un matrimonio della casa reale o ad un’incoronazione. Con la differenza che la casa reale d’Oranje esiste, mentre Sinterklaas é un personaggio totalmente fittizio e per tenerlo in piedi per un intero mese occorre una quantitá di determinazione e follia collettiva che é possibile a mio parere solamente qui (vedi oranjegekte). Da quando poi l’esistenza di Sinterklaas é stata decretata dalla corte suprema (tutto vero, giuro!) il santo é diventato l’eroe nazionale olandese e ogni freno morale é stato rotto.
La follia collettiva inizia quando nel palinsesto della terza rete di stato viene introdotto il Sinterklaasjournaal (TG Sinterklaas): 15 minuti alle 17.30 da lunedí a sabato con riassunto settimanale la domenica. Per non essere da meno, la concorrente rete commerciale trasmette da una decina d’anni Club van Sinterklaas in diretta dal castello in Spagna: 3 ore al giorno dal 6 novembre al 5 dicembre, maratona non stop la domenica. Le due trasmissioni sono totalmente indipendenti e occorre una robusta sospensione d’incredulitá per ignorare le continue discontinuitá. Il carico da novanta é Sesame Street – qui talmente popolare da meritarsi una versione con pupazzi e storie autoprodotte – che in questo periodo trasmette sempre almeno una puntata in cui i pupazzi interagiscono con Sinterklaas ed i suoi zwartepieten principali. Gli attori che interpretano Sinterklaas e i suddetti zwartepieten sono peraltro attori teatrali di chiara fama che sicuramente fanno molti piú soldi in questo mese che nel resto dell’anno recitando Shakespeare.
L’arrivo del santo a metá novembre é un evento live a cui assistono migliaia di persone, ripreso dalla terza rete di stato con anchorman in studio e inviato sul posto, centinaia di comparse in costume, vaporetto, cavallo bianco e sindaci delle principali cittá olandesi, senza contare le migliaia di repliche dell’evento in ogni paese con piú di 5000 abitanti, messe in scena con meno dispiego di mezzi e senza il beneficio delle riprese televisive, ma non per questo meno seguite dalla popolazione locale. Nei supermercati intanto vengono allestite apposite gondole contententi i dolci rituali, nei negozi di giocattoli vengono esposti i cataloghi speciali nei quali i bimbi sceglieranno i regali e le commesse chiedono discretamente agli acquirenti adulti se il giocattolo acquistato é “per il cinque”. A risposta affermativa il giocattolo viene rapidamente impacchettato in una speciale carta da regalo con le effigi di Sinterklaas e zwartepieten e fatto sparire in una busta molto anonima.
Non vi dico poi l’intricata rete di finzioni attorno all’esposizione della scarpa che, in case ormai largamente prive di camino, viene periodicamente riempita di dolci e regali da genitori sempre piú zelanti e permissivi, tanto che in ufficio e sui periodici femminili madri e giornalisti dibattono l’opportunitá di esporrre la scarpa ogni sera piuttosto che settimanalmente.
Che i suddetti dolci e regali abbiano progressivamente tracimato nel metro quadro circostante la scarpa non sembra preoccupare nessuno. Molto piú preoccupati sono genitori ed educatori che vorrebbero abolire una delle canzoncine tradizionali in voga dal XIX secolo che recita ‘chi é bravo riceve i dolci, chi é cattivo la frusta’. L’uso della frusta per i bambini cattivi é infatti stato dismesso per ovvie ragioni pedagogiche, peró una mia collega ben piú giovane é ancora traumatizzata dal ricordo, quindi si deve trattare di un’evoluzione recentissima.
Quest’anno poi War Child fa una campagna rivolta ai bambini in cui si incita a togliere un regalo dalla lista per donare il ricavato ai bimbi in zone di guerra e sembra che l’iniziativa abbia prodotto decine di migliaria di scarpette debitamente vuote ed esposte nelle piazze delle principali cittá. Dico sembra perché in questo tripudio di finzioni la realtá é un fatto puramente accessorio. Di reale ci sono le migliaia di scarpette depositate nelle filiali del supermercato nazionale che le commesse riempiranno di dolci e mandarini venerdí prossimo dopo la chiusura. So anche quante migliaia sono perché l’azienda che mi sponsorizza vitto e alloggio ha l’incarico di produrre ogni anno per AH i contenitori a forma di camino per le scarpette. Giá solo questo é un business colossale, figuratevi il resto: posso tranquillamente affermare senza timore di smentita che Sinterklaas quest’anno ha salvato il culo ad un sacco di aziende olandesi.
Ma da quando anch’io partecipo attivamente alla follia collettiva per il beneficio di Matteo mi accorgo che é bellissimo immergersi nella finzione, essere partecipi della complicitá tacita di tutti, ma veramente tutti gli abitanti di questo bizzarro Paese. Il 6 dicembre sará tutto finito e il mondo tornerá ad essere grigio e sporco. Semel in anno licet insanire, dicevano i nostri antenati romani. Qui il consiglio é stato preso seriamente, tanto che a nessuno é permesso dubitare. Tre individui di Almkerk che, trent’anni fa, hanno attaccato il locale santo e i suoi zwartepieten gridando “Sinterklaas non esiste!” sono stati condannati dalla Corte Suprema, che ha decretato l’esistenza legale del santo. La sentenza é poetica, perché riconosce il diritto alla magia e al sogno. Ditemi dove altro é possibile.
 
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