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2008

16 11 2008 verbouwing – prima parte

Quando, ormai sette anni fa, abbiamo traslocato nella nostra casa familiare modale (soggiorno, cucina, toilette, bagno e 3 camere da letto su 2 piani, con solaio e cantina non abitabili) abbiamo dovuto ristrutturare tutto perché i proprietari precedenti avevano pensato bene di tappezzare l’intera casa – bagno e WC compresi – di moquette marrone e blu notte, dal pavimento al soffitto compreso. Arrivati al solaio avevamo tirato un sospiro di sollievo perché quello invece era giá stato ristrutturato e reso abitabile, in uno stile chalet svizzero che, pur non essendo di nostro gradimento, non era almeno offensivo come la moquette marrone. Gli spazi di ripostiglio erano abbondanti anche se non totalmente razionali e il resto della casa era talmente grande e vuoto per noi due piú il frugolino di 60 cm che era Matteo che perfino la cameretta a lui destinata (2 x 2,5 metri) ci sembrava enorme. Cosí ci siamo detti che ‘quando Matteo sará grande’ ci avremmo pensato. Nel frattempo Matteo é un ragazzino di ben 1 metro e 20 cm che possiede 10 metri cubi di giocattoli, i suoi vestiti non entrano piú nel comó e dall’anno scorso stanno aumentando in modo preoccupante anche disegni, quaderni e libri scolastici. Per il suo sesto compleanno abbiamo quindi promesso a Matteo che avrebbe potuto traslocare con tutti i suoi averi in solaio, per l’occasione debitamente ristrutturato.
La macchina della ristrutturazione si é mossa a marzo di quest’anno, quando il vikingo ha chiesto ad un architetto di presentare in comune un progetto di ristrutturazione che comprendesse:
1. l’ampliamento dell’abbaino (dakkapel) del lato giardino fino al limite consentito dalla legge
2. l’apertura di un abbaino sul lato strada
3. il ripristino dei muri interni per dividere il solaio in due vani di 4x5 metri cad.
Il piano era di ottenere l’approvazione prima dell’estate, in modo da iniziare i lavori dopo la bouwvakantie (vacanza dell’industria edilizia, 3 settimane tra luglio e agosto), per poter installare armadiatura e arredamento nella prima settimana di ottobre.
E come sempre succede, tra una cosa e l’altra siamo arrivati all’11 ottobre con approvazione del comune e data di inizio lavori il 27 ottobre. A questo punto la macchina della spilorceria applicata alla mania del fai da te si é messa in moto e tutti i nostri weekend sono stati allegramente impegnati nello svuotamento del solaio dalle masserizie e nella demolizione di tutte le strutture non murarie, perché nessun olandese che si rispetti delega all’impresa di costruzioni il lavoro che puó fare da se per risparmiare sui costi della manodopera. I veri uomini chiamano l’impresa solo per far tirare i muri a piombo e farsi allacciare alla rete fognaria – credo solo perché per legge questi lavori devono essere a norma. Il vikingo appartiene alla generazione di smidollati che fa fare anche i lavori idraulici ed elettrici all’impresa, ma su trasloco e demolizione non si discute!
E non ho discusso. Dopo aver contribuito – incinta di 8 mesi - alla ristrutturazione del 2002 con lo scrostamento di 80 metri quadri di moquette e tappezzeria, ho dichiarato che da buona milanese non avrei mosso un dito in ristrutturazioni future se non quello che serve a firmare gli assegni all’impresa. Cosí mi sono limitata a radunare i miei pochi averi in scatoloni e ho lasciato che il vikingo e la sua famiglia si occupassero del resto. Per tre weekend ho assistito quindi al trasloco delle masserizie di cui potevamo fare a meno nella cantina dell’ufficio del vikingo, il tutto fatto con l’auto di famiglia. Affittare un furgone e un magazzino? Perché mai quando si puó fare benissimo tutto gratis (e con il triplo dello sforzo)? Dopodiché é stata smontata tutta la pannellatura in legno e il materiale isolante sottostante e i detriti sono stati portati alla piattaforma ecologica.
Anche cosí sono giá piuttosto provata dall’esperienza: ora campeggio in casa mia con il PC sul tavolo da pranzo, i panni stesi in camera da letto e scatoloni di roba di cui non potevamo fare a meno accatastati sia nella parte a giorno della nostra camera da letto che sotto ogni possibile mobile del soggiorno. In quest’ultima settimana mi é scoppiata un’orticaria acuta e un’influenza gastrica – coincidenza?
Il 13 novembre é arrivata l’impresa. Efficientissima, in sole 16 ore di lavoro ha smontato il vecchio abbaino, ha aperto il tetto anche dal lato strada, ha montato i due nuovi abbaini, ha richiuso e isolato il tetto e ha lasciato tutte le macerie in giardino. Il vikingo ha spiegato placidamente che far portare via le macerie dall’impresa costava 1500 euro e anche far venire un container dalla piattaforma ecologica costava 400 euro, mentre se ce le portiamo noi, debitamente separate per tipo di materiale, é tutto gratis. Quindi questo weekend il vikingo e suo padre, dopo aver finito la demolizione degli ultimi pannelli nella parte di solaio non ancora toccata dai lavori, hanno separato tutte le macerie che adesso giacciono in giardino in bei mucchi ordinati in attesa di trovare un’anima pia che ci presti un furgoncino per poter trasportare il tutto alla piattaforma ecologica. Potete ammirare le foto su facebook cosí vi rendete conto che non vi racconto palle. Non vi dico la (giusta) reazione di mia madre quando ha saputo in che stato é il giardino che lei quest’estate ha rimesso a posto con amore, e non lo ha nemmeno visto!
Da parte mia sono stata costretta a ripulire la mia casa da calcinacci, fango e amenitá varie per ben tre volte, perché ne’ il vikingo ne’ l’impresa hanno pensato di stendere passatoie in corridoio e sulle scale e hanno quindi ripetutamente calpestato moquette e parquet con scarponi da lavoro sporchi e incrostati. Ieri mattina sono andata al locale bricocenter e mi sono comprata le passatoie che ho poi personalmente steso in attesa della seconda ondata di lavori settimana prossima. Il tetto infatti é adesso perfettamente chiuso e isolato, ma occorre ripristinare il muro interno, rifare tutto l’impianto elettrico, rimettere i pannelli isolanti sul soffitto, stuccare le pareti e rifare il pavimento. Insomma, il divertimento continua ancora un paio di settimane. Poi il vikingo e la sua famiglia si diletteranno nel pitturare l’intero solaio e dio solo sa chi mi fará tutti i lavori di falegnameria necessari (armadi e scaffali). Insomma, se per Natale riusciró non dico a vedere la fine dei lavori ma almeno a riportare gli scatoloni in solaio sono giá contenta!
Il bello é che amici, vicini di casa e famiglia del vikingo supportano questa follia senza battere ciglio. Cioé qui é veramente normale che ci si spacchi la schiena per tre weekend consecutivi e si distrugga un giardino pur di risparmiare 400 euro di container! Vi basti sapere che una delle reality-soap piú seguite (in prime time) si chiama ‘Help, mijn man is een klusser’ (Aiuto, mio marito é un faidaté), dove mogli in lacrime fanno vedere le case-cantieri devastate nelle quali da anni sono costrette a vivere coi figli come homeless perché il marito vuole occuparsi da solo dei lavori di ristrutturazione nel tempo libero. Nel programma poi arriva l’impresa professionista che in quattro e quattr’otto rimette tutto a posto e lascia una casa finalmente abitabile, una moglie sorridente e un marito avvilito che mugugna ‘peró lo avrei potuto fare anche io eh!’. Il padre dell’amico del cuore di Matteo, nel tempo libero, si é ristrutturato l’intera cucina da solo, compreso il lavoro idraulico e la posa delle piastrelle. Dopodiché ha costruito un bovindo in soggiorno, ha riverniciato tutti gli infissi di casa dentro e fuori, ha messo il parquet al piano terra e, per finire, con i detriti ha costruito una casetta di legno sull’albero per il figlio. Sono pazzi loro o sono una fighetta io??? (continua)
 
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