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2008

22 10 2008 affrancamento

Ricorderete forse che l’anno scorso avevo promesso a me stessa di non fare mai piú la mamma perfetta e di utilizzare catering e Mc Donald’s per adempiere al duplice obbligo della festa per bimbi e del rinfresco per parenti/amici dei genitori che accompagna ogni compleanno infantile olandese.
Grazie a Sonja, che mi ha edotto sulle alternative a Mc Donald’s, all’e-commerce e al WIFI, che mi ha permesso di organizzare il tutto nelle pause tra una riunione di lavoro e l’altra, ho organizzato una festa per bambini a Chimpie Champ, un locale parco giochi con catering incluso dove per un prezzo ridicolmente basso (da chiedersi come fanno a fare utili) i bimbi vengono intrattenuti, coccolati e forniti di tutti i comfort desiderabili all’etá e all’occasione. I genitori stanno tutto il tempo al bar a farsi i cazzi loro (nel mio penoso caso, a lavorare) e ogni tanto fanno un giro di controllo e di limonata. Una pacchia! Mai piú senza!
Sempre grazie alla combinazione vincente e-commerce/WIFI mi sono poi fatta recapitare a casa i necessari quantitativi di stuzzichini e bevande dal mio fido supermercato online e ho ordinato un rinfresco per 30 persone al Knollentuin, ottima panetteria/pasticceria biologica di Fransenstraat, che mi ha perfino tagliato a fette le torte e separato ogni fetta con un grazioso tovagliolino. Sono rimasta a bocca aperta! Solo perché volevo farmi del male ho fatto a mano la torta per la festa dei bimbi, lasagne e verdure al forno per la cena in piedi del rinfresco, ma giuro che l’anno prossimo delego anche questo, appena trovo un ristorante italiano buono quanto il Knollentuin: si accettano suggerimenti!
E infine, fedele ai miei propositi, mi sono presa una settimana di vacanza dopo la festa, approfittando del fatto che il compleanno di Matteo coincide con l’inzio della settimana di vacanza scolastica autunnale. In questa settimana ho lavorato ‘solo’ due pomeriggi, che mi faró prontamente aggiungere alle ferie.
 
Nel resto del tempo, anziché calare in Italia a stressarmi con infiniti obblighi amminstrativo-social-familiari, sono andata col vikingo alla locale sauna per ripigliarmi dalle fatiche della duplice festa, dopodiché mi sono dedicata a mio figlio e abbiamo fatto insieme tutto quello che il manuale di moderna puericultura suggerisce per rinforzare il bonding messo a dura prova dal superlavoro di mamma.
Aiutati da un clima da autunno indiano abbiamo fatto giri in bicicletta e visitato gli svariati parchi giochi del quartiere, abbiamo organizzato una gita a Legoworld con gli amichetti, abbiamo giocato insieme con i suoi nuovi e numerosi regali e perfino fatto shopping e varie altre cosette pratiche – incluso una visita all’Ikea - con tutta calma e niente stress, che giá questo da solo é un evento storico.
Se poi aggiungiamo che per la seconda volta in un mese sono riuscita a leggere integralmente il zondagkrant, gli eventi storici equivalgono ad una vera e propria congiuntura astrale. Al culmine dell’euforia vacanziera mi sono perfino ripromessa di leggere il zondagkrant piú spesso, perché nella sezione societá e cultura ci sono sempre articoli interessantissimi – questa volta sulla sindrome della madre newyorchese e sui paralleli olandesi. Meno male che finalmente qualche pubblicista comincia a rendersi conto della situazione suicida in cui ci troviamo da quando il ruolo materno é diventato un simpatico accessorio alla vita di una donna emancipata, quindi con lavoro full time (e manco si parla di carriera), marito, casa e un paio di pargoli in etá (pre) scolare. Riporto le parole dell’articolo perché non hanno bisogno di chiose: In Olanda le madri sono sottoposte ad un ricatto morale molto piú subdolo, che le costringe in uno stato perenne di inadeguatezza. Costrette a partorire con molto dolore per creare il necessario bonding con il neonato, 12 settimane dopo il parto lo devono prontamente scaricare per tutto il giorno all’asilo nido per ritornare ad occupare il loro ruolo nella societá produttiva, ma vengono poi duramente sgridate dalla maestra della scuola elementare per non aver dedicato abbastanza tempo al pargolo che a questo punto ha bisogno di ripetizioni per mettersi in pari con il resto della classe. Tempo che la madre avrebbe invece dovuto occupare per sfondare il soffitto di vetro che separa le donne dalle posizioni di top management e peggio per lei se non ce l’ha ancora fatta. (NRC Dagblad 11-12 ottobre 2008)
Perfino io, con tutto il mio cinismo, sono rimasta allibita di fronte all’accurata analisi della situazione. Aggiungo a mo' di conclusione questo altro articoletto di costume apparso su un quotidiano gratuito: Marieke ce l’ha fatta. Direttore generale degli Ospedali Riuniti di Utrecht, siede nel consiglio d’amministrazione e dirige il reparto ricerca e sviluppo. Sposata con tre figli, mi riceve nel suo spazioso ufficio, curatissima, rilassata e sorridente e mi dedica mezz’ora senza interruzioni. Qual’é il suo segreto? “Una ferrea organizzazione domestica. Nel mio lavoro devo essere disponibile 24/7, quindi a casa deve filare tutto liscio come l’olio. Ho due babysitter fisse dalla nascita del mio promogenito, ho sempre lavorato fino al giorno del parto e non ho mai preso piú di una settimana di congedo maternitá. Passatempi? Il mio lavoro é il mio hobby preferito. Shopping con le amiche? Io sono la mia migliore amica” (Metro 30 settembre 2008)
Non so voi, ma a me sembra che siamo riuscite a passare dalla padella della schiavitú domestica alla brace dell’emulazione del pene, il tutto condito da cronici sensi di colpa diligentemente attizzati dalla societá in cui ci troviamo.
Sapete che vi dico? Sfondatelo voi il soffitto di vetro, io torno a giocare con mio figlio. Mancano 9 settimane alla prossima vacanza, 2 anni, 2 mesi e 9 giorni al 1 gennaio 2011. We shall overcome.
 
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