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2001

26 11 2001 jan-nico en ana (love) story part 3

Nell'ubriacatura collettiva per il premio "agenzia media dell'anno" mentre si spartiscono ancora i resti del bottino (torte fiori e champagne che da venerdì piovono copiosi) mi ripiglio quel tanto che basta per relazionarvi sul matrimonio più discusso dell'anno e cioè quello tra Nico e Ana.
Invitata per l'intera giornata non vi sto a descrivere lo squallore della sequenza di cerimonie che mi deprimo e non ci ho voglia. Dico solo che se deciderò mai di convolare lo farò nel più bieco stile italiano (chiesa a parte) con pranzo e tavolo a ferro di cavallo, torta multipiano e bomboniere e sarà uno shock culturale per tutti i locali. Già solo il fatto di mangiare cibi decenti li stenderebbe.
No, la cosa divertente è stata il pettegolezzo post matrimoniale, fittissimo e talmente acido che se poco poco è vero quel che si dice agli sposi sono saltati i timpani. Allora, nessuno e dico nessuno degli amici invitati (30 persone) è d'accordo con la scelta di Nico di andarsi ad impegnare per la vita con una venezuelana peraltro non particolarmente avvenente e soprattutto (la bellezza in fin dei conti non è un prerequisito altrimenti metà dei suddetti amici non si potrebbe mai sposare) antipatica, scostane e - almeno con me e il vikingo - decisamente maleducata.
Da quando è qui nessuno ha avuto il piacere di essere stato invitato una volta a bere un caffè o equivalente scambio di cortesie, nessuno ha mai potuto scambiare più di 5 parole (in inglese perchè ovviamente la signora non si degna di imparare l'olandese) di circostanza e in definitiva nessuno sa chi è cosa vuole e cosa pensa questa qui, a parte alcune sue battutine che si perdonano solo perchè le si riconosce l'incapacità di comunicare in lingua straniera: infatti il suo inglese non è visibilmente migliore del suo olandese e nessuno riesce mai a capire un cazzo di quello che dice.
Ma questo sarebbe niente se non fosse chiaro a tutti che Nico è un cagnolino al guinzaglio: basta che Ana alzi un sopracciglio e lui è lì in ginocchio con la lingua fuori. Anche ammettendo che la signora faccia tortellini e pompini eccezionali la postura in pubblico risulta alquanto imbarazzante e il vikingo soffre visibilmente ogni volta che siamo costretti ad assistere a questo spettacolino master and servant.
Ma non finisce qui! La signora è arrivata in Olanda a settembre dell'anno scorso e da allora è stata al 101% a carico di Nico. È arrivata per così dire con i vestiti che aveva addosso e probabilmente un beauty case di 15 kg dato il tempo che passa a truccarsi ogni giorno ma a parte ciò tutto viene da un anno a questa parte pagato da Nico perchè la signora fa di professione la casalinga. Ora potete immaginare quanto questo quadretto sia repellente alla Dutch way of life del ventunesimo secolo dove le donne lavorano e sono malate di carrierismo tanto quanto in Italia.
Per finire in bellezza la signora è venezuelana e col matrimonio acquisisce automaticamente secondo la legge olandese permesso di residenza a tempo indeterminato, metà dei beni del marito e la cittadinanza olandese fra 5 anni. E questo come dire mette il coperchio a questo pozzo di virtù che è ormai legalmente la moglie di Nico.
Vi lascio il tempo di farvi il quadretto e pensate pure male che peggio di quel che pensiamo noi è difficile.
Non so se essere affascinata o scandalizzata dal fatto che pur in 30 persone pensando la stessa cosa da un anno nessuno ha mai fatto domande imbarazzanti a Nico del tipo: e la separazione dei beni? E la dote? E che lavoro fa? E i suoi genitori? Se penso al 3º grado che ho dovuto subire io ogni volta che cambiavo fidanzato (e meno male che non ne ho cambiati molti) mi viene da dire, dove finisce il libero arbitrio e dove comincia la mancanza di protezione? Un controllino discreto sulle origini della signora non sarebbe guastato, secondo me.
Ah già perchè nessuno a parte Nico ha mai visto la sua famiglia di origine (1 sola volta 1 anno fa) la quale parla solo spagnolo e Nico non parla una parola di spagnolo, quindi in realtà Nico ha visto e sentito quello che Ana gli ha fatto vedere e gli ha tradotto. Ciliegina sulla torta.
C'è da sperare solo per il bene di Nico che siamo tutti delle grandi malelingue e che tutto vada per il meglio per sempre. Auguri e figli maschi.
 
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