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2001

01 10 2001 zure mutzen

Ieri sono andata nella mia nuova palestra dopo un'esperienza tragica con un centro sportivo per ipertrofici muscolosi (tipo Sportsman Savarè per chi conosce). L'indirizzo me l'ha passato Natasja e già lì avrei dovuto capire dove si andava a parare. Cmq mi sono presentata totalmente open minded e neutrale alla reception impeccabilmente pulita e fighetta, toni caldi, arredamento molto zen, bar vegetariano, pubblicità discretissima, insomma un bello stacco dallo yuppismo sfacciato del Downtown. La receptionist, donna di età indefinibile, sobria, senza trucco, mi elenca in tono lievemente ostile le regole della casa. Mi fa questa è una palestra per sole donne e mi guarda dura. Io do una rapida occhiata allo specchio per vedere se per caso in qualche modo abbia potuto dare l'impressione di essere un uomo, sorrido e dico, fin qui nessun problema. Poi mi dice, non facciamo aerobica e quelle puttanate lì, solo attrezzi. Sorrido e dico: perfetto, è quello che voglio. Mi sbatte sotto il naso un foglietto con gli orari. Al sabato siamo chiusi dice e mi guarda di nuovo con aria bellicosa. Dico OK, posso vivere anche senza palestra al sabato. Poi mi fa di solito consigliamo di fare un abbonamento di prova e le prime due sedute sono con istruttore. OK dico, va bene posso farlo adesso? NO! Adesso no, devi prendere appuntamento. Va bene, prendo l'appuntamento posso dopo le otto di sera. NO! O le 18 o le 19.30 mica posso cambiare gli orari dei gruppi per te. Sospiro e dico va bene 19.30 NS permettendo visto che da due settimane l'intercity delle 18.20 ci ha 15-30 minuti fissi di ritardo. Va bene venerdì? NO! Venerdì non facciamo il giro con l'istruttore. A questo punto mi erano già ampiamente girati i coglioni ma siccome la cellulite ha le sue esigenze ho fatto l'ennesimo sorriso e ho convenuto che anche martedì andava benissimo.
Quindi ieri sera mi sono scapicollata per arrivare puntuale alle 19.30 e ho chiesto dove era l'istruttore ad una ragazza bruttissima overweight di almeno 15-20 kg con braccia e gambe come prosciutti in jeans e anfibi (ma io me la sono subito visualizzata con coda di cavallo, bustier stringato, stivali e frusta o alternativamente come lanciatrice di peso cecoslovacca). Naturalmente l'istruttore è lei!
OK, sarà che ho fatto troppi anni di Downtown e Sportsman ma le mie istruttrici sono sempre state l'icona delle lottatrici nel fango e sentirmi spiegare come usare l'abs da una che dovrebbe minimo farne 30 serie al giorno prima di parlare non mi ispira molta fiducia! Mi chiede le cose standard e mi spara sulla cylette per i rituali 5 min di riscaldamento. Le dico che vorrei fare GAG perchè questo è il mio punto debole e se hanno programmi personalizzati o standard. Mi fa no, non abbiamo un programma personalizzato o standard e poi comunque che cosa vuol dire GAG? Mica facendo 3000 addominali ti cala la pancia, quello che è importante è allenare tutti i muscoli armonicamente per ottimizzare la tua condizione fisica. Allora, se a dirmelo fosse stata Miss Fitness 2000 potrei anche crederle ma dopo 8 anni di GAG con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti sentirmi fare il sermone da una lanciatrice di peso su come IO devo gestire i MIEI chili di cellulite mi fa prudere le mani. Insomma ALLA FINE di un'agonica mezz'ora di cosiddetto training che altro non è che spiegazione di attrezzi che frequento da una vita mi arriva l'illuminazione che in questa palestra si fa circuit training e solo se insisti molto, punti i piedi e fai una scenata ti fanno vedere anche una saletta molto meno glamour dove si trovano le macchine GAG che ovviamente l'istruttrice non sa usare e non sa spiegare.
Passo la seguente mezz'ora a farmi i miei esercizi e alla fine tento di prendere il secondo appuntamento con la gorgone della reception che stasera deve avere le palle girate perchè è ancora più ostile e maleducata della volta scorsa e qui mi viene la seconda illuminazione.
Torno a casa e il vikingo mi chede come è andata e gli faccio, palestra splendida, attrezzi di prima, peccato che il personale sono tutte zure mutsen (lesbiche inacidite). Lui mi chiede dove ho imparato queste brutte parole e io gli dico senti magari non è politically correct insultare gli omosessuali ma mica è colpa mia se queste qui ci hanno l'invidia del pene, che si facessero operare e la smettessero di fare le isteriche!
Ragazze, ancora non avevo provato l'emozione di essere una donna tra mancati uomini! Ma adesso che lo so la prossima volta giuro che mi diverto. E stasera Natasja mi sente.
 
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