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2001

15 05 2001 verkiezingsdag

Domenica 13 maggio è stato un curioso esperimento di sdoppiamento. Ricorderete che qualche mese fa comprai un biglietto aereo per Milano con l’intenzione di venire a votare. Vi dico subito che non l’ho fatto così potete mandarmi tutti i vostri insulti senza aspettare la fine della lettera. Però per tutto il giorno in me convivevano 2 Paole: la Paola che ha aperto un occhio alle 8:30 e ha pensato “col cazzo che mi alzo” e la Paola che ha aperto un occhio alle 8:30 e ha pensato “cazzo è già ora!” (la chiamiamo Polly così è più chiaro).
8:30, dunque. Paola si è girata su un fianco e ha continuato a dormire abbracciata al vikingo, Polly si è alzata barcollando ed è andata in bagno a farsi la doccia, si è lavata i denti, si è vestita e prima di uscire di casa ha dato un bacio al vikingo che stava ancora dormendo e che si è svegliato solo per un attimo e le ha detto “Tot straks my love”.
Paola si è svegliata di nuovo alle 10 e ha pensato, beh, il treno l’avrei perso comunque e in quel momento anche il vikingo si sveglia, sorride e la bacia (il resto ve lo potete tranquillamente immaginare e state larghi).
Polly nel frattempo sta piangendo sull’intercity delle 9:20 per Amsterdam pensando alla faccia del vikingo quando si erano salutati e maledicendosi per aver deciso di andare a votare. Fuori dal finestrino un cielo azzurrissimo e un sole splendente, campi verdi, mucche e gente in bicicletta con calzoncini corti occhiali da sole e poco altro addosso.
Paola e il vikingo si alzano verso le 11 e vanno a fare colazione insieme a casa del vikingo. Arrivano in sala da pranzo e trovano una piccola folla: Remco e un’amica, Natasja, Anouk, sorella e genitori di Natasja, Eva. Dopo un rapido consulto si decide di “brunchare” tutti insieme in giardino e infatti Astrid (altra amica di Remco) ha già tirato fuori e ripulito tavolo e sedie da giardino e adesso sta prendendo il sole leggendo il giornale. Vanno tutti in giardino portando vassoi di piatti bicchieri e varie vettovaglie e mangiano sotto l’albero di ciliegio in fiore.
Polly intanto è arrivata a Schiphol e fa il check in. L’aereo naturalmente è in ritardo, la solita mezz’ora. Polly si siede sconsolata nella sala d’aspetto a leggere una rivista sgranocchiando uno stinfio snack aeroportuale.
Paola si infila il costume da bagno e un paio di pantaloncini corti, occhiali da sole e bandanna, il vikingo ha i suoi pantaloncini corti di ieri e la maglietta che non ha poi più messo: se la infila adesso per andare in bicicletta ed evitare di scottarsi, Paola invece resta in bikini e pantaloncini: oggi non le sfuggirà nemmeno un raggio di sole - non si sa mai quando lo si rivede (infatti da lunedì è cambiato il vento e piove o c’è nuvolo e fa di nuovo freddo NdR)! Paola e il vikingo cominciano a pedalare sotto il sole in direzione aperta campagna (500 metri da casa) chiacchierando del più e del meno mentre Polly in aereo si allaccia la cintura e beve il succo d’arancia dell’Alitalia. Polly è di pessimo umore: ha cercato di chiamare Maurizio per sapere se almeno lui può andare a ritirare il certificato elettorale in porta romana ma il cellulare era spento e così adesso l’ultima speranza di non dover correre da un ufficio elettorale all’altro è svanita. Paola e il vikingo passano quasi 3 ore in bicicletta su e giù per colline, tra campi in fiore, passando per piccoli graziosi villaggetti dove operosi proprietari di giardini stanno orgogliosamente potando seminando e curando fiori e piante, oppure semplicemente prendono il sole bibita in mano e dolce cinguettio degli uccellini in sottofondo (giuro, roba da piangere dalla commozone). Discutono la familie reunie di ieri, i piani per il futuro, non si accorgono del tempo che passa. Quando tornano a casa sono già le quattro!
Nel frattempo Polly è arrivata a Malpensa, ha preso un treno deserto per Cadorna e ha aspettato la metropolitana per Duomo quasi 15 minuti. Arriva trafelata e accaldata all’ufficio elettorale dove finalmente riesce a ritirare il maledetto certificato e poi si ributta in metropolitana per andare al seggio. Dato il ritardo dell’aereo di passare da casa a rinfrescarsi non se ne parla nemeno, semmai dopo. Arriva al seggio che sono già le quattro passate e la coda per votare arriva fuori dalla porta della scuola.
Paola e il vikingo si fanno una doccia insieme e si spalmano vicendevolmente di olio solare, poi tornano in giardino a leggere e prendere il sole. Remco e Astrid sono ancora lì, gli altri sono andati via. Si decide di prendere il tè insieme e il vikingo porta fuori anche il ghetto blaster: il resto del pomeriggio la colonna sonora sarà Bach, Massive Attack e Fila Brazillia. Grande discussione sull’opportunità di andare a vedere la festa delle bands olandesi al Walkhof la sera. il vikingo dice che almeno una volta per 10 minuti ci devo andare, Remco invece sostiene che l’appuntamento è imperdibile comunque e che siamo già in ritardo, Astrid sostiene che a lei non gliene può fregare di meno ma può essere convinta dall’offerta di un gelato. Il che porta la conversazione sulla cena. Astrid e Remco andranno a prendere crocchette e patatine fritte in centro, il vikingo e Paola invece optano per sogliola al limone e broccoli al vapore dopo la quotidiana sessione di jogging.
Polly riesce finalmente a votare alle 17:15 dopo un’ora di coda nella quale ha ripetuto ad intervalli di 5 minuti “Ancora 5 minuti e me ne vado e fanculo a tutti.” Salta le schede comunali per fare prima e anche così deve smadonnare perchè che cazzo è la Margherita??? Comunque croce ovunque compaia DS e via andare, corre fuori e si precipita di nuovo in metropolitana, arriva a Cadorna alle 17:40. Riesce a fare check-in a Cadorna e a prendere il treno delle 17:50 per miracolo. Corre all’imbarco dove l’aereo sembra stranamente puntuale, ma in realtà poi sta fermo sulla pista per venti minuti nei quali tutto il sudore cumulato nella torrida giornata si solidifica e congela sotto la felpa. Finalmente l’aereo decolla e Polly chiede un bicchier d’acqua nel quale scioglierà la bustina di Aulin contro il fetentissimo mal di testa da stress che nel frattempo le è puntualmente arrivato (quello non salta mai un turno cazzo).
La sessione di jogging è particolarmente strenua perchè fa veramente un caldo cane, comunque Paola riesce ad arrivare a casa viva e dopo la seconda doccia con spalmo reciproco di doposole si sente pronta a cucinare qualcosa. La sogliola è un successone e i broccoli fanno la loro porca figura dopodichè il vikingo si attacca alle patatine e alla domenica sportiva (equivalente olandese della), Paola si fa le unghie e ne approfitta per un micropisolo di quindici minuti, poi è già ora di riprendere le bici e andare al festival delle bands olandesi.
Polly arriva a Schiphol alle 21:15 e si avvia stancamente al binario 2 dove l’intercity delle 22:10, almeno quello, è puntuale. Fuori il sole sta tramontando, rosso acceso, il paesaggio verde si riempie di toni scuri, l’acqua dei canali è azzurrissima, quasi impossibile. Polly sospira e telefona al vikingo ma c’è la segreteria telefonica, già, infatti, il vikingo le aveva detto che sarebbe andato in giro con gli amici dopo cena. Polly è stanca e vuole solo dormire, tanto la butteranno fuori al capolinea, ma non ci riesce. Il mal di testa sedato dall’Aulin è sempre lì in agguato. La spiacevole sensazione di sudore stratificato e appiccicoso non l’abbandona. Sottile depressione comincia a invaderla, che cazzo di domenica buttata nel cesso, e magari domani piove (oh yess! NdR).
Il festival delle bands è una via di mezzo tra Casadei e Elio e Le Storie Tese, molto divertente se capisci bene l’olandese idiomatico, per Paola che capisce una battuta su cinque è solo mediamente divertente ma comunque la faccia del vikingo che dice ogni 5 minuti “ancora 5 minuti e poi andiamo via.” vale la serata. Paola gli chiede se il suo nervosismo è dovuto alla qualità della musica o alla paura che qualcuno dei suoi amici lo veda lì. Per essere uno che se la tira da Homer Simpson il vikingo è self conscious quasi peggio di Murder e la cosa riempie di ilarità Paola. Alle dieci meno un quarto vanno a prendere il gelato in una nuova gelateria pseudoitaliana che ha aperto da un mese e sta già facendo soldi a palate con i festival estivi del Walkhof – gelato pessimo – e poi ancora in bicicletta si torna a casa per il tè e le coccole finali prima di andare a nanna. La luce si spegne alle 23:15, come al solito Il vikingo e Paola passano gli ultimi minuti da svegli a ridere e raccontarsi cagate.
Il treno di Polly arriva a Nijmegen alle 23:40. Il vikingo la sta aspettando al binario e le chiede come è andata la giornata. “You don’t want to know.” gli dice Polly “What about you?” e il vikingo inizia a raccontare che quando è tornato a casa per fare colazione ha trovato una piccola folla in sala da pranzo.
Paola e Polly, ricongiunte, lunedì mattina si attaccano ad internet per vedere i risultati elettorali …
 
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